Il Comune di Ari premia Vivarini, il mister da B

24 Maggio 2015

ARI. Per Ari è una bandiera, un esempio da seguire con orgoglio. E così non è apparsa per nulla strana la decisione del primo cittadino arese, Marcello Salerno, di voler conferire un encomio “all’ares...

ARI. Per Ari è una bandiera, un esempio da seguire con orgoglio. E così non è apparsa per nulla strana la decisione del primo cittadino arese, Marcello Salerno, di voler conferire un encomio “all’arese allenatore che ha portato il Teramo in B”, Vincenzo Vivarini. Mercoledì, alle 19,30, si riunirà il consiglio comunale che assegnerà il riconoscimento solenne a mister Vivarini, che è nato ad Ari, in contrada Santa Maria, il 2 gennaio 1966. Nel paesino collinare, il plurivittorioso allenatore torna spesso, con la moglie Rossella e le due figlie. In contrada Santa Maria ci sono la madre Rachele, gli zii, Adelia Vivarini, Rocco e Antonietta Vivarini, e una marea di cugini sparsi per tutto il paese. A giocare a calcio ha imparato da piccolissimo proprio con i compaesani. La sua prima squadra è stata quella dell’oratorio, voluta da don Candido Maffeis. In quel periodo, come per intere generazioni giovanili aresi, il ritrovo per giocare a pallone era quello dei Macinini, località campestre dove c’era una radura che faceva da campo da calcio immaginario. Quando dai pulcini dell’Ari passò allo Scalo River, dove divenne campione d’Italia nel 1981-82 allievi, si capì subito che quel giovane attaccante, con caratteristiche di ariete vecchi tempi, aveva un futuro. E il paese, contrada Santa Maria in testa, ha seguito passo passo ogni suo successo. Dall’approdo in serie B come giocatore, alle promozioni con il Chieti e il Teramo come mister di razza.(a.i.)