Il Comune dichiara guerra alle antenne

Cinque richieste per ripetitori persino vicino alle scuole. Il consiglio: ci vuole un piano che ponga limiti
LANCIANO. Sarà un pool di esperti in piani per la telefonia mobile a studiare il territorio di Lanciano e a preparare una bozza di piano per le antenne. Il consiglio comunale ha dato mandato all’urbanistica di iniziare a lavorare, reperire i tecnici aprendo così una breccia nel muro di silenzio che si è alzato attorno alla questione antenne in città. Un piano c’è, ma risale al 2006. Poi un regolamento del 2009 dell’ex giunta Paolini non delineò le zone sensibili, lasciando così aperta la porta alla proliferazione selvaggia di questi tralicci e a richieste incredibili, come quella di posizione un traliccio di 30 metri nei pressi della bocciofila in via Ortona, che è zona rossa, a rischio idrogeologico (quindi vi vige il divieto di costruzione, ndc)ma soprattutto è una zona a ridosso della scuola elementare, della materna e del piazzale dove giocano i bambini del quartiere che ne conta già due di antenne. O il traliccio da mettere all’ippodromo dove c’è il parco giochi dei bambini o quello in viale Marconi, dentro la ragioneria. In tutto 5 richieste per siti sensibili, ossia densamente abitati, presentate perché non c’è un piano antenne che regola dove poter mettere i tralicci e dove non è possibile. «Bisogna fare subito la variante al Prg che dia il via libera al “piano antenne”, fatto su studi scientifici e specifici sui siti in cui localizzarli», ha detto il consigliere Alex Caporale durante l’assemblea sollevando il problema antenne «il piano antenne è obbligatorio, ma soprattutto necessario per evitare che arrivino richieste per siti sensibili come le scuole». «Per ora il Comune è riuscito a bloccare installazione dell'antenna a viale Marconi dietro la ragioneria» ha detto l’assessore all’ambiente Evandro Tascione «spostando quel traliccio allo stadio comunale. É necessario però fare il piano». «In consiglio si è dato via libera per lo studio del territorio», ha chiuso il consigliere Alessandro Di Matteo da poco presidente della commissione urbanistica che si occupa anche delle antenne «perché di rilasciavano autorizzazioni sulla base di cartine vecchissime, ben più vecchie del 2006». (t.d.r.)
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