Il Comune diffida la ditta: riconsegni la casa di riposo

21 Ottobre 2020

Pizzoferrato. Villa Arzilla è ancora chiusa dopo i lavori costati 560mila euro Il Consiglio di Stato: atti corretti, l’ente deve tornare in possesso della struttura 

PIZZOFERRATO. Legittima la risoluzione del contratto da parte del Comune con la società Cosel srl che ora deve riconsegnare la struttura, la casa anziani Villa Arzilla. È il Consiglio di Stato a mettere un punto, sul versante amministrativo, sulla querelle Comune-Cosel srl che va avanti da due anni, su Villa Arzilla, la residenza con 26 posti letto e servizi socio-sanitari realizzata in un edificio comunale dismesso e i cui lavori di riqualificazione sono costati 560.000 euro: 300.000 del Comune e 260.000 della ditta Cosel che ne otteneva la gestione per 30 anni. Ma, inadempimenti e presunte irregolarità della ditta hanno portato il Comune, guidato dal sindaco Palmerino Fagnilli, a rescindere il contratto.
La Cosel per tutta risposta ha presentato ricorsi al Tar e, vista la sentenza del tribunale amministrativo aquilano a favore del Comune, pure al Consiglio di Stato. Ricorsi, riunificati dal Tar, sulla risoluzione del contratto, il diniego dato dal Comune alla gestione della struttura e la revoca dell’agibilità.
Ed è sul diniego della autorizzazione alla gestione che si sono pronunciati Tar e Consiglio di Stato, affermando la correttezza dell’operato del Comune difeso dall’avvocato Giulio Cerceo e, di conseguenza, alla correttezza anche della risoluzione del contratto con la Cosel difesa dagli avvocati Roberto Colagrande e Aldo Di Ianni. La sentenza del Consiglio di Stato ha ritenuto legittimo il diniego del Comune di autorizzazione alla gestione della Cosel s.r.l., per essere la stessa incorsa in plurime violazioni del contratto di appalto. Già il Tar aveva accertato la correttezza e la legittimità degli atti adottati dal Comune, nell’interesse pubblico, per le inadempienze della ditta ossia violazione sulla normativa in materia di sicurezza sul lavoro e il divieto di cessione del contratto, avendo subappaltato la gestione. Così la risoluzione del contratto è efficace in ogni sua parte e può essere messa in esecuzione, inoltre, senza avere alcun contratto, diventa improcedibile anche la questione della revoca della agibilità.
Ora la ditta deve lasciare la struttura e il Comune ha già fatto una diffida per riavere l’immobile, ancora chiuso.
Aperto il fronte penale della vicenda (udienza preliminare fissata al 12 aprile 2021) mentre sul fronte civile, davanti al Tribunale di Lanciano, c’è un nulla di fatto perché la Cosel di Stefano Pecorella, non ha pagato i periti chiamati per fare indagini in merito al ricorso per l’accertamento tecnico preventivo, proposto dalla stessa società per valutare la corretta esecuzione delle opere.