Il Comune evita il dissesto del bilancio

11 Luglio 2015

Ortona, approvato il piano residui. Il sindaco D’Ottavio non scioglie la giunta ma il Pd perde i consiglieri D’Anchini e Scimò

ORTONA. Il Comune si salva dal dissesto economico e il sindaco non scioglie la giunta. Il colpo di scena che non ti aspetti si è presentato ieri pomeriggio, nella seduta del consiglio comunale, che doveva dare dei riscontri sul ripiano dei residui di bilancio da spalmare in un arco di tempo tra i 20 e i 30 anni. La mancata discussione o la non approvazione della delibera su questo punto avrebbe significato riconoscere l’intero importo nel 2015, ovvero un disavanzo di circa 6 milioni di euro. Una cifra non sopportabile per il Comune. Pericolo scampato, con la delibera che è stata approvata senza nemmeno lo scioglimento della giunta, atto che appariva una premessa, nel gioco delle parti, al successivo voto.

Infatti, dopo l’assenza di gran parte dei consiglieri nella seduta del consiglio di giovedì e quindi non valido per mancanza di numero legale, il sindaco Vincenzo D’Ottavio pareva essere con le spalle al muro. Ieri tutte le strade sembravano portare all’azzeramento delle cariche assessoriali, tanto voluta da quel Pd di cui il primo cittadino fa parte ma che allo stesso tempo rappresenta oggi un partito di opposizione alla maggioranza.

Dietro le quinte, D’Ottavio e il capogruppo del Partito democratico, Tommaso Coletti, avevano trovato l’accordo: il sindaco che azzerava la giunta e il Pd, ago della bilancia per l’approvazione della delibera, pronto a votarla. Tutto sembrava scritto fino a quando, all’inizio del consiglio, il primo cittadino a sorpresa ha dichiarato: «Dopo una settimana difficile ritengo di non dover azzerare la giunta. Mantengo questo assetto, gli assessori stanno lavorando bene».

Le parole del primo cittadino hanno spiazzato i presenti all’assemblea comunale, provocando le reazioni dei consiglieri, in primis quella di Tommaso Coletti che ha chiaramente accusato D’Ottavio di «fare il gioco delle tre carte». Secco anche l’intervento del segretario cittadino del Partito democratico, Alessandro Scarlatto, che evidenziato al sindaco come «gli impegni presi erano diversi», aggiungendo però che «la guerra dentro al Pd deve finire». Ma proprio tra le fila del Pd c’è da registrare la perdita di due consiglieri: Tommaso D’Anchini e Francesco Scimò si sono staccati dalla loro fazione politica e sono entrati a far parte di “Ortona Democratica”, gruppo misto che comprende anche Patrizio Marino, che ha presentato la novità come «la volontà di fare chiarezza, rasserenare il clima, dare nuovo slancio alla pubblica amministrazione e una spinta al sindaco e alla sua giunta». Duri, invece, gli interventi dei consiglieri Franco Musa e Simonetta Schiazza. Il primo ha invitato il sindaco a rassegnare le dimissioni, mentre Schiazza si è rivolta agli assessori chiedendo loro come avrebbero potuto accettare di rivestire quella carica sapendo che il primo cittadino li avrebbe messi in discussione sotto le richieste del Pd. Ma il momento clou è arrivato con la votazione della delibera, approvata, nonostante il mancato azzeramento della giunta.

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