Il Comune: intervenga la Regione

L’appello di Ferrara e De Gregorio: personale da impiegare in altri uffici dell’ente
CHIETI. L’amministrazione comunale del sindaco Diego Ferrara è scesa subito in campo per supportare il Ciapi, sia a parole sia con i fatti. E ora che i licenziamenti si avvicinano, torna a chiedere che la Regione riassuma i 10 dipendenti rimasti al Ciapi.
«Il governo regionale tarda a intervenire con una soluzione ancora possibile», dicono il sindaco e la consigliera Giulia De Gregorio Porta che si è occupata in prima persona della vicenda, «per scrivere una fine diversa a una situazione accesa da anni e inasprita da mesi con i pronunciamenti dei giudici del lavoro, tutti a favore dei dipendenti e quindi con costi ulteriori ed evitabili per l’ente». Lo scorso 27 luglio il sindaco è stato ricevuto a Pescara dall’assessore regionale Pietro Quaresimale, che pure si era impegnato per un possibile ricollocamento delle 10 unità rimaste, o in alternativa proporre ai dipendenti un incentivo economico. «Durante il nostro incontro», riferiscono sindaco e consigliera, «abbiamo portato all’attenzione dell’assessore una proposta concreta e possibile, che veniva peraltro prospettata al Ciapi e ai sindacati anche dal direttore dell’Attività amministrativa della Regione in precedenti incontri, con la possibilità di una soluzione proveniente da un disegno di legge regionale giacente in Consiglio, che avrebbe potuto rendere praticabile la ricollocazione del personale in enti della Regione o il riconoscimento di un indennizzo. Come amministrazione abbiamo richiesto all’assessore Quaresimale di procedere con questo percorso, ma fino a oggi non solo nulla è successo, nonostante in questi mesi abbiamo ripetutamente sollecitato la segreteria dell’assessore in tal senso senza ricevere buone nuove sull’incontro, ma apprendiamo che nell’ultimo consiglio regionale l’assessore, rispondendo a un’interrogazione del consigliere Domenico Pettinari, ha preso ulteriore tempo riferendo che “ci starebbero lavorando”. È arrivato il momento di dire la verità sulla volontà di intraprendere azioni positive perché la vicenda si risolva e agire di conseguenza. Il 15 ottobre, termine ultimo per la cassa integrazione, queste persone si vedranno recapitare, da parte del commissario liquidatore Gabriele Di Natale, le lettere di licenziamento». (a.i.)
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