«Il Comune non rispetta i suoi dipendenti»

13 Aprile 2016

Vasto, assemblea infiammata del personale. I sindacati: qualcuno ha ricorso alle cure psicologiche

VASTO. «Una gestione del personale basata sulla discrezionalità e sul mancato rispetto delle regole ha prodotto la demotivazione della maggior parte dei dipendenti e perfino casi di mobbing». Non usa perifrasi Pino Molino. Il segretario aziendale Cisl è andato dritto al cuore del problema ieri, durante l’assemblea del personale municipale allargato ai candidati sindaci che hanno partecipato in veste di uditori. L’incontro, previsto inizialmente nell’aula consiliare, è stato spostato all’ultimo momento nella sala convegni degli ex Palazzi scolastici di corso Italia. Il contrordine è arrivato alle 18,23 di lunedì, quando dal Comune hanno comunicato con una mail che l’aula consiliare era impegnata. «Non è così», dice Gabriele Martelli, segretario regionale Cisl, «la sala è chiusa, non sono in corso eventi che giustifichino una delocalizzazione». All’appello lanciato dal sindacato ha risposto un’80ina di persone, tra municipali, Rsu (rappresentanze sindacali unitarie) e candidati sindaci. L’assemblea, in meno di due ore, ha sviscerato tutte le problematiche sul tappeto: straordinario, incentivi alla produttività, posizioni organizzative, alte professionalità. Il quadro emerso è quello di un Comune molto più simile a una polveriera con la maggior parte del personale demotivato, casi di mobbing e dipendenti che si sono visti costretti a ricorrere alle cure degli psicologi. Nel mirino è finita a più riprese la dirigenza «che non rispetta le regole e che elargisce incentivi senza una valutazione oggettiva». Altro capitolo affrontato è quello della polizia municipale. «Questa amministrazione ci ha penalizzati», ha esordito Fabio Ravasini, «siamo passati per i cattivi della situazione. Spero solo che le cose cambino e venga ripristinato il dialogo». Martelli non ha fatto sconti e ha puntato l’indice contro il nuovo regolamento della polizia municipale, approvato dalla giunta senza alcun confronto con i sindacati. «Hanno varato un regolamento pieno di illegittimità», ha accusato il segretario regionale, «è stato studiato molto bene. E mi fermo qui per non beccarmi una querela. Bene ha fatto il Diccap ad impugnarlo». Le proposte? Regole certe, criteri oggettivi per l’attribuzione degli incentivi alla produttività, riduzione delle posizioni apicali e ripartizione dei carichi di lavoro.

Anna Bontempo