Il Comune riapre la chiesa “tolta” al privato

RAPINO. «Il Comune di Rapino in persona del sindaco, Rocco Micucci, diffida Rocco Nicola Torto a rilasciare la chiesa Madonna della Libera in favore del Comune, quale unico legittimo proprietario,...
RAPINO. «Il Comune di Rapino in persona del sindaco, Rocco Micucci, diffida Rocco Nicola Torto a rilasciare la chiesa Madonna della Libera in favore del Comune, quale unico legittimo proprietario, affinchè la stessa chiesa possa essere destinata all’esercizio del culto cattolico. Ciò entro e non oltre 10 giorni dalla notifica del presente atto, con espresso avvertimento che, in difetto, si procederà ad agire nei modi di legge». Sono questi i termini della diffida del primo cittadino di Rapino che preannunciavano il ricorso all’ufficiale giudiziario per garantire, nei termini di legge, l’avvenuta “ripresa” della chiesa della Madonna della Libera, restituita alla comunità ieri dopo anni di occupazione da parte di un privato.
«La chiesa fino ad oggi (ieri per chi legge, ndc) è stata in possesso di Rocco Nicola Torto, nonostante la sentenza del novembre 2013 con la quale il Tribunale di Chieti aveva affermato che “La Chiesa Madonna della Libera è bene di proprietà del Comune di Rapino”», ha spiegato Micucci.
Torto deteneva le chiavi d'ingresso, impedendo le normali attività di culto cattolico. Per porre fine all’incredibile contesa «non è bastata neanche la successiva sentenza del 2015 con cui i giudici condannavano il Torto a rilasciare immediatamente la Chiesa, e neanche la diffida», continua il sindaco di Rapino.
«Ma si è dovuti ricorrere all’ausiliario del giudice per porre fine a questa che per tutti è sempre stata una vicenda paradossale, conclusasi con un lieto fine anche grazie all’apporto dello studio legale dell’avvocato Marcello Russo che ha assistito l’amministrazione di Rapino». «Nonostante il cattivo tempo», ha commentato il sindaco, «oggi su Rapino splende il sole perché siamo rientrati in possesso di uno dei luoghi più caratteristici del paese, una piccola chiesa rurale la cui festa si celebra il lunedì di Pasqua ed è da sempre momento di forte aggregazione e devozione, per lungo tempo calpestato da atti che ne hanno privato la religiosità».
Ieri mattina alla presenza del primo cittadino, del tecnico comunale e dell’ufficiale giudiziario è stata tolta l’inferriata all’ingresso della chiesa e sostituita la serratura della porta. Campane a festa hanno suonato nel piccolo borgo per annunciare la lieta notizia che ha avuto subito riscontri positivi tra la gente del paese. (a.s.)
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