Il consiglio: no all’elettrodotto e solidarietà al dirigente

LANCIANO. Il consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’operato dei settori urbanistica e politiche ambientali che si sono opposti al progetto dell’elettrodotto Villanova-Gissi. Un tassello in...
LANCIANO. Il consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’operato dei settori urbanistica e politiche ambientali che si sono opposti al progetto dell’elettrodotto Villanova-Gissi. Un tassello in più dell’assemblea civica contro l’opera definita strategica, che si aggiunge al ricorso al Tar portato avanti con i Comuni di Castel Frentano e Paglieta. L’opposizione al progetto da parte degli uffici preposti è andata avanti non senza difficoltà nelle scorse settimane. In particolare il consiglio comunale ha voluto confermare la solidarietà nei confronti dell’architetto Vincenzo Di Fabio, dirigente del settore urbanistica, che ha ricevuto delle controdeduzioni da parte della società elettrica ritenute «dai contenuti fortemente irrituali». Alle osservazioni tecniche e urbanistiche, corredate da sopralluoghi e dal confronto con il Prg di Lanciano fatte da Di Fabio, Terna ha infatti replicato stizzita: «I toni e le espressioni usate da Di Fabio sembrano attenere e corrispondere a comportamenti propri di alcuni comitati che si oppongono alla realizzazione dell’opera. Risulta evidente che l’azione intrapresa dal Comune sia mossa da un pregiudizio, per così dire ideologico contro l’elettrodotto, più che dalla necessità di esercitare il potere tipico di cui è titolare l’ufficio tecnico». A Terna non è piaciuto nemmeno che gli atti siano stati inviati per conoscenza alla Procura. Di Fabio ha specificato come le osservazioni fossero invece relative a precise inadempienze tecniche, come la costruzione dei tralicci su aree individuate nel Prg come terreni pessimi (piloni 95 e 95.1), ossia in terreni dove è preclusa l’edificazione. Ancora: è stata contestata la costruzione di un pilone in una fascia di rispetto interessata da dissesto idrogeologico, l’interferenza dell’opera con il metanodotto, la mancanza di documentazione attestante l’autorizzazione per lo smaltimento dei terreni di scavo e lo spostamento di alcuni tralicci eseguito senza opportuna Via (valutazione di impatto ambientale). Quanto ad informare la Procura, il funzionario ha ribadito il suo dovere in qualità di pubblico ufficiale nel momento in cui si viene a conoscenza di un presunto abuso edilizio.
Daria De Laurentiis
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