Il consiglio: sì al prestito 5 milioni per pagare i debiti

Soldi erogati a marzo. Ma non saranno pagati tutti: molti creditori restano fuori L’opposizione chiede le dimissioni di Di Primio: «Costruiamo un’alternativa»
CHIETI. Sorrisi e clima disteso in municipio per la chiusura della partita sul prestito di 5 milioni da chiedere alla Cassa depositi e prestiti che ha avuto ieri l’ok del consiglio comunale. «Non chiamatelo prestito», puntualizza subito il sindaco Umberto Di Primio, «perché si tratta di un’anticipazione di liquidità», che il Comune deve restituire con interessi entro la fine dell’anno. I soldi, che saranno messi a disposizione entro marzo, servono per pagare i tanti creditori da mesi in attesa. Perciò anche buona parte dell’opposizione decide di votare a favore, tanto che la delibera passa con 25 voti sì e passa anche l’immediata eseguibilità. Ciò significa che il Comune è nei tempi di legge per richiedere i soldi alla Cassa, tempi che scadono il 28 febbraio. E dunque il sindaco non perde tempo: dopo il consiglio-lampo di ieri mattina riunisce la giunta e avvia l’iter burocratico per richiedere un importo complessivo di 5.096.150 euro. I soldi verranno usati per pagare le partecipate e le società che gestiscono i servizi dei rifiuti e delle mense scolastiche, da settembre senza più pagamenti. Nella lista delle circa 600 fatture non onorate ci sono sia i grandi creditori (Chieti Solidale, Formula Ambiente, Teateservizi, Ladisa, Aca, Deco e Banca D’Italia, a cui il Comune deve diverse mensilità d’affitto di quasi 10mila euro) che i piccoli. In lista, infatti, c’è una marea di piccole realtà cittadine, ditte e professionisti, che aspettano il pagamento anche di poche decine di euro. «Ma il problema ora non è loro, quanto di tutti quelli che non risultano nella piattaforma on line di pagamento. E ci risulta che siano molti», spiega il consigliere d’opposizione Enrico Raimondi del gruppo consiliare “Chieti. Da capo”. Raimondi, insieme al capogruppo Stefano Rispoli e al collega Mario Troiano, ha deciso di votare a favore del prestito di 5 milioni, proprio per permettere il pagamento dei debiti. Ma l’aver condiviso la delibera con la maggioranza non cambia il giudizio pesantemente negativo sul suo operato. Il gruppo, che annuncia anche la creazione di un’associazione per cominciare a predisporre un programma per la guida della città, invoca le dimissioni di Di Primio e lancia un appello alle altre forze politiche e sociali cittadine per costruire insieme l’alternativa.
Di dare un futuro alla città parla anche il sindaco Di Primio: «Nessuno nega che la situazione sia difficile», dice dopo l’approvazione in consiglio della delibera sul prestito, «ma tutti insieme possiamo e dobbiamo dare un futuro alla città: abbiamo la forza, le idee e la determinazione per affrontare il pesante momento e costruire le condizioni per allentare le tensioni finanziarie e realizzare i progetti in cantiere. La difficile situazione finanziaria continuerà a essere affrontata dall’amministrazione con la predisposizione di un bilancio di previsione rigoroso che terrà conto, però, anche delle esigenze che ci sono in città, soprattutto quelle riguardanti le fasce più deboli».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

