Il Consorzio: «Canoni legittimi»

L’intervento di D’Angelo dopo la richiesta di contributi alle imprese di Ortona
CHIETI. Il Consorzio per lo sviluppo industriale di Chieti-Pescara interviene sulla sentenza del Tar che riguarda il “Regolamento relativo alla richiesta dei corrispettivi per la fornitura dei servizi essenziali e quello per l’assegnazione dei suoli”. «Gli stessi», sottolinea Camillo D’Angelo, presidente del collegio dei liquidatori, «sono stati impugnati dalle aziende di Ortona per due motivi: per sollecitare la Regione Abruzzo a realizzare, dopo oltre 30 anni, la rete fognaria nell’area industriale di Ortona; nei riguardi del Comune di Ortona, al fine di eliminare la Tasi che applica alle imprese insediate sull’area industriale». Poi, D’Angelo entra nel dettaglio: «All’interno dell’area consortile di Ortona, il Comune, pur riscuotendo la Tari, non è mai intervenuto per la manutenzione delle strade e del verde, servizi per i quali il Consorzio ha chiesto il corrispettivo. Al riguardo, abbiamo invitato formalmente il sindaco a provvedere, attraverso la previsione del regolamento comunale, ad eliminare la Tasi a carico delle imprese insediate nell’area industriale». Quanto alla sentenza del Tar, invece, i giudici amministrativi hanno contestato «la mancanza di un’adeguata rappresentazione delle motivazioni e delle specificazioni a base delle richieste, ma non la legittimità delle stesse. Si precisa, inoltre, che alle imprese nel corso degli anni il Consorzio non ha mai chiesto nessun contribuito. Ma va detto che l’ente, essendo in liquidazione e non ricevendo più da anni alcun contributo da parte della Regione e degli altri enti locali, non potrebbe assicurare all’interno delle aree consortili i servizi citati».

