Il Corso “artistico” fa il Giro d’Italia: «Così la città riparte»

14 Ottobre 2020

Lanciano, in migliaia alla partenza in piazza Plebiscito Scoppia la polemica sugli assembramenti in centro

LANCIANO . Emozioni e proteste. La spensieratezza della festa e la paura del Covid. La voglia di riappropriarsi della città a piedi e le enormi difficoltà di chi in auto doveva spostarsi per necessità trovando tutto bloccato. Sono i due volti del Giro d’Italia che ieri ha lasciato Lanciano alla volta di Tortoreto. Una due giorni di eventi- visto il giorno di riposo di lunedì dopo la tappa San Salvo Roccaraso - che hanno colorato la città di rosa e bandiere tricolore, hanno riempito le vetrine dei negozi di oggetti legati alle due ruote e rispolverato vecchi ricordi. Ed erano su vecchie biciclette, della 1° guerra mondiale i bersaglieri di Lanciano che, con gli Sbandieratori, hanno animato il Corso in attesa della partenza. In piazza, sul Corso- che per la sua bellezza ha colpito da subito gli organizzatori della Rcs-, ai viali tanta gente ha assistito alla partenza del Giro. Tanti i bambini, chi con indosso magliette e cappellini rosa, chi in sella alla propria bicicletta. Nonni e nipoti, famiglie intere. «Sono qui per vedere il mio idolo, Ciccone», dice Umberto 13 anni, «mi diverte andare in bici, sia su strada che in mountain bike e mi alleno 4 volte a settimana». «Il Giro è una vetrina importante per la città», dice felice il sindaco Mario Pupillo, «che sia anche un segnale di ripartenza». Dietro le transenne è un pullulare di magliette rosa, di applausi scroscianti per i ciclisti. Applausi che ci sono stati anche al Fenaroli, dove c’è stata la premiazione di Rifiorisce Lanciano, concorso ideato dall’assessore alla cultura Marusca Miscia, la consigliera comunale Giulia Di Martino, con Lavenum, che a colpi di balconi fioriti ha voluto contribuire a diffondere l’immagine di una comunità accogliente, di una città che promuove il bello, favorisce la mobilità sostenibile. Premiati i 62 partecipanti e i vincitori: per i balconi privati ha vinto la bici elettrica Giovanni Martelli, per le attività commerciali “Antichità e Restauri” di Giovanni Ramundo.
Ma le emozioni per i ciclisti che hanno sfrecciato sul corso presentoso hanno cozzato con le norme anti Covid e gli assembramenti, che ci sono stati. In molti hanno ripensato alle Feste di settembre negate, al Dono e Sant’Egidio messi nel cassetto per il Covid. Tutti indossavano le mascherine, c’erano igienizzatori: saranno bastati? Altre lamentele per la città tagliata in due dai tantissimi divieti. Spostarsi in auto? Un’impresa, come quelle degli scalatori al Giro.