Il Corso e la Villa invasi dalla “ Festa del Majo”

Il primo maggio in città con la tradizione che sfila in centro, ecco il programma I figuranti sono centinaia, tutto finisce con un falò. Stesso evento a Torrevecchia
CHIETI. E’ l’ultima e più importante festa di primavera che annuncia l'arrivo dell'estate, anche se quest’anno per il primo maggio le previsioni parlano più di inverno. È tutto pronto, comunque, per la nona edizione della Festa del Majo, organizzata dall’associazione “Camminando Insieme” in collaborazione con un nutrito gruppo di altre associazioni, non solo cittadine, e patrocinata dal Comune. La festa sarà curata anche dall’associazione “I Colori del Territorio” di Spoltore, dall’associazione culturale teatina “OltreMuseo”, dall’istituto superiore “Pomilio”, dal Coro “Teate” di Chieti, da quello “Abruzze mè” di Ripa e dal coro “Contrappunto” di Tornareccio. Ieri mattina la presidentessa dell’associazione “Camminando Insieme”, Anna Vaccarella, ne ha illustrato il programma e ne ha spiegato il significato profondo che affonda le sue radici nell’antichità e che, proprio per questo, ai giorni nostri è diventato un po’ difficile da decodificare.
La festa partirà con il corteo della Maggiolata, preceduto dal fantoccio del Majo. Seguono il carro addobbato di fiori e fronde, i suonatori di “du botte” e le coppie di danzatori, vestite con abiti tradizionali e ornati con gioielli tipicamente abruzzesi. Il corteo prenderà le mosse da piazza San Giustino alle11 e si snoderà lungo corso Marrucino. Una prima sosta è prevista a piazza Vico, con balli e canti. Poi si riprenderà verso la Trinità per giungere alla villa, dove verranno eseguiti canti propiziatori e danze della tradizione popolare abruzzese.
«Anticamente», racconta la presidentessa Vaccarella, «i ‘maggiolanti’, nel giorno del primo maggio, giravano per le case cantando e annunciando l'arrivo di questo mese che voleva il contadino alle prese con la realtà terribile dell'incertezza del futuro prima di poter vedere i frutti del nuovo raccolto». Era un momento che nella comunità contadina generava ansia e andava in qualche modo esorcizzato.
La festa continua fino alle 13 con la merenda campestre che verrà ospitata negli spazi verdi della villa. Ci sarà anche la possibilità di effettuare una visita guidata gratuita al museo di Villa Frigerj, grazie alle guide messe a disposizione dell’associazione “Oltremuseo”, che saranno a disposizione dalle ore 15 alle 17. La conclusione della festa è affidato a un atto altamente simbolico: il rogo del fantoccio del Majo, atto rituale finalizzato alla fertilizzazione della terra. Per permettere lo svolgimento della manifestazione, piazza San Giustino e via dell’Arcivescovado saranno chiuse al transito dalle 8 alle 11, con divieto di sosta dalle 7 alle 11. Divieto di transito anche sul corso, tra l’incrocio con via Spaventa e piazza Valignani, dalle 10.30 alle 12. In caso di maltempo tutto slitterà a domenica successiva.
La Festa del Majo si tiene, sempre il primo maggio, anche a Torrevecchia Teatina, a cura della “Compagnia Tradizioni Teatine”, presieduta dal professor Francesco Stoppa, che in passato ha dato un apporto importantissimo anche all’organizzazione della Festa del Majo teatina. A Torrevecchia si parte alle 10 con il raduno nel parco alle spalle del palazzo baronale, per poi arrivare alle 13 nei giardini di palazzo Valignano, dove ci sarà il pranzo. Alle 16 sono previsti i giochi campestri e la bruciatura del Majo e infine alle 20 la chiusura della festa. (a.i.)

