Il costruttore edile: «Borgo di Gualdo fabbricato in regola»

San Vito. Parla Di Nardo dopo gli allagamenti per le fogne ko «I disagi per una pompa di sollevamento che funziona male»
SAN VITO CHIETINO. «Non c'è mai stato alcun problema derivante dal costruttore nel complesso Borgo di Gualdo». Così l’imprenditore Alfredo Di Nardo, legale rappresentante della società Polycenter srl che ha realizzato l’elegante complesso edilizio, replica alle accuse di alcuni condomini e alle prescrizioni imposte da Sasi, Arta, carabinieri forestali (su disposizione della Procura di Lanciano a seguito del sequestro di due bypass) e Comune di San Vito riguardo ad allagamenti e sversamenti fognari che si sono verificati in passato. «Il problema degli sversamenti non è mai esistito», ribadisce Di Nardo, «e tutti gli abitanti del condominio lo abitano con soddisfazione, eccetto un paio di residenti. I rigurgiti di acque nere nel piazzale si verificano invece a causa del malfunzionamento della pompa di sollevamento, la cui manutenzione è di esclusiva competenza del condominio. All’interno della pompa sono stati, inoltre, rinvenuti stracci e materiale improprio, cosa che potrebbe aver provocato il suo blocco. Attualmente la rete sta funzionando perfettamente». Nel novembre 2017 sono intervenuti sul posto i carabinieri forestali che hanno messo i sigilli a due bypass considerati illeciti e realizzati tra la conduttura delle acque bianche e quella delle acque nere. Anche il Comune di San Vito nel 2017, il 3 agosto e il 12 dicembre, ha emanato due ordinanze per adeguare la rete fognaria e per «eliminare i due serbatoi di accumulo con presenza di croste di fango e i pozzi denominati 1, 2 e 3 non a norma di legge». «Abbiamo impugnato al Tar quelle ordinanze», prosegue il costruttore, «dal momento che dal 2008 siamo stati autorizzati ad effettuare tutti gli allacci proprio dal Comune. L’onere di costruire nuovi impianti fognari al di fuori del piano di lottizzazione concesso è di esclusiva competenza del Comune, un onere che altri enti si sono assunti in casi simili». Anche la Sasi, tuttavia, ha comunicato alla ditta che l’attuale allaccio su un tubo da 20 centimetri non è consentito e che bisognerebbe allacciare la rete al collettore principale attraversando il vicino tracciato ferroviario. Lo scarico andrebbe quindi chiuso, ma è ancora funzionante, come spiegato dalla Sasi, per il fatto che serve una 40ina di famiglie. «Ci sono studi tecnici che dimostrano che la fogna è dimensionata correttamente», precisa invece Di Nardo. Quanto alla presenza di pozzi a dispersione e all’abbassamento del terreno di un giardino l’imprenditore conclude: «I pozzi sono stati autorizzati dalla Provincia e un abbassamento del livello del terreno non può essere causato da un pozzo da cui non si attinge acqua, ma che disperde acque meteoriche nel sottosuolo dove non è presente falda».
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