Il Covid porta via anche Bomba «Addio al difensore dei malati»

Una vita sempre in prima linea per i servizi in ospedale e per i diritti di emodializzati e trapiantati Paolini: esempio da seguire. Marongiu: sono senza parole. Paolucci: persona attenta e sensibile
LANCIANO. “Saccarolo” doc, tifosissimo del Lanciano, tenace e soprattutto buono, sempre in prima linea per difendere i diritti dei malati. L’ultima battaglia l’ha fatta pochi mesi fa per i vaccini ai dializzati. E l’aveva vinta. Non ha però vinto la sua battaglia contro il Covid Giulio Bomba, 75 anni, fondatore e presidente dell’Ared (Associazione Regione Abruzzo emodializzati dialisi e trapianto), noto in città per le sue battaglie in difesa dei malati, per l’impegno nell’ambito della diocesi frentana e nel sociale, per la donazione degli organi. Bomba si è spento ieri mattina nell’ospedale di Chieti dove era ricoverato da alcuni giorni lasciando nel dolore la famiglia, la moglie Adriana, la figlia Laura, il genero Giampiero e gli adorati nipoti. E lasciando incredula e addolorata una città intera.
Una dolorosissima notizia la scomparsa dell'amico Giulio», commenta il sindaco Filippo Paolini, «una persona che sarà sempre un esempio da seguire per la sua instancabile attività. Grazie a lui, con cui spesso seguivo le partite del Lanciano, ho conosciuto il mondo dei dializzati e trapiantati, e con lui, quando anni fa era “il braccio destro” dell’arcivescovo Carlo Ghidelli, abbiamo portato avanti il progetto “Culto e cultura” per la promozione del Miracolo eucaristico. Sono vicino, e lo è la città intera, alla famiglia». «La notizia della scomparsa di Giulio mi lascia senza parole», continua il segretario provinciale Pd Leo Marongiu, «tante volte ci siamo trovati a discutere, a confrontarci sulle questioni della sanità, a cui teneva molto. Organizzammo insieme un convegno sulla nefropatia con la presenza del dipartimento salute Regione Abruzzo. Mancherà».
«La notizia della morte di Giulio Bomba mi rattrista molto», aggiunge il consigliere regionale Silvio Paolucci (Pd). «L'ho incontrato spesso durante il mio incarico da assessore regionale alla sanità. Avevo un rapporto molto schietto e sincero con lui e grazie alle sue battaglie la sanità ha fatto passi avanti». Una persona sempre attenta a chi era in difficoltà, sensibile alle tematiche della salute e del nostro ospedale Renzetti», continua Progetto Lanciano. «Per anni promotore, anche nelle scuole, della donazione degli organi. Lascia un grande vuoto».
Spina nel fianco degli assessori alla sanità, dei dirigenti Asl, Giulio non era un contestatore, ma un promotore; di linee più snelle per fare gli esami tagliando i tempi di attesa, di percorsi di cura agevolati per diabetici, dializzati, di progetti per un ospedale che potesse offrire sempre servizi migliori. Era un combattente, emigrato a Milano per lavoro, rientrato in città da trapiantato, non ha perso un giorno senza lottare per i malati. «Il Signore ci ha affidato una croce», diceva, «che dobbiamo portare con dignità e sofferenza, purché nessuno poggi la propria mano per appesantire ulteriormente questo dolore. Noi non abbiamo paura di morire per le nostre malattie, ma per la burocrazia. E se continuiamo così, dando retta alle carte più che ai malati, sarà sempre peggio». Il funerale domani alle 16 nella cattedrale della Madonna del Ponte.
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