Il crollo del Turchino inguaia anche un dirigente

1 Giugno 2016

Colpo di scena nel processo contro il sindaco Catenaro: la Procura cita a giudizio il delegato all’ambiente e alla tutela dei beni ambientali del Comune

SAN VITO. A processo il 4 ottobre per il crollo del trabocco del Turchino ci sarà anche il dirigente del Comune di San Vito, Corrado Verì. A citarlo direttamente a processo è stata la Procura frentana. Si aggiunge quindi un imputato nel processo che si è aperto dopo la chiusura dell’inchiesta sul crollo del Turchino avvenuto nella notte tra il 26 e il 27 luglio del 2014. Dopo il sindaco Rocco Catenaro si aggiunge il dirigente Verì. Una notizia che arriva proprio nel momento in cui la nuova macchina da pesca costruita al posto di quella naufragata verrà inaugurata: taglio del nastro previsto sabato alle 10,30 dopo che al promontorio dannunziano verrà ripercorso il rapporto tra Gabriele D’Annunzio, l’Abruzzo e San Vito con l’intervento del professor Mario Cimini e le letture dell’attore Domenico Galasso.

Da un lato quindi si va avanti con i processi, che diventano due; dall’altro con l’inaugurazione del nuovo trabocco. A processo Verì è stato trascinato dalla Procura dopo che nella prima udienza nel marzo scorso l’avvocato del sindaco, Nicola Rullo, aveva chiesto, sollevando un’eccezione, l’assoluzione immediata di Catenaro perché il sindaco ha delegato la materia ambientale, della tutela dei beni ambientali, al dirigente comunale. In pratica, come previsto dal testo unico degli enti locali, secondo il legale non era Catenaro a dover rispondere del crollo del Turchino e quindi del reato di distruzione o alterazione di bellezze naturali soggetti a speciale protezione, e del reato dell’obbligo giuridico di impedire l’evento, equivalente ad averlo cagionato in presenza di eventuali omissioni, ma il dirigente comunale. Se il giudice Andrea Belli non ha assolto Catenaro ed è andato avanti col processo, la Procura ha avviato il procedimento per il dirigente. Quindi il 4 ottobre sarà chiamato in causa anche Verì. Essendo lo stesso reato contestato al sindaco Catenaro, che prevede un’ammenda, è probabile che ci sarà la riunificazione dei processi al 29 novembre, data già fissata dal giudice per ascoltare i periti.

Il tutto mentre il trabocco è pronto dopo due anni di assenza ad affrontare la stagione estiva. A fine ottobre scorso la ditta Mari Ter srl di Ortona ha ultimato i lavori, poi a fine marzo la Regione ha effettuato il collaudo e si è attesa ovviamente la stagione estiva per l’inaugurazione. La macchina da pesca nuova di zecca è costata 185mila euro.

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