Il dimensionamento scolastico forse slitta

22 Novembre 2023

Accorpamenti: la Provincia chiede alla Regione una proroga della decisione dal 15 al 31 dicembre

LANCIANO. La Provincia di Chieti ha richiesto alla Regione la convocazione di un tavolo tecnico per definire «gli altri eventuali e possibili dimensionamenti scolastici» domandando, anche, «una proroga condizionata fino al prossimo 31 dicembre». Si stringono i tempi per il dimensionamento scolastico che sta provocando una serie iniziative e proteste, che coinvolgono amministratori e dirigenti scolastici. Le proposte di dimensionamento presentate da Regione e Ufficio scolastico provinciale, riguardano accorpamenti di istituti scolastici di Scerni/Vasto, Quadri con l’alberghiero di Villa Santa Maria, Castel Frentano con Lanciano, Pomilio con il Galliani-De Sterlich di Chieti, omnicomprensivo e direzione didattica di Guardiagrele. Nel tavolo tecnico del 20 novembre la Provincia ha ribadito ancora una volta «la propria contrarietà ad operazioni di dimensionamento scolastico effettuate in modo coercitivo dall’alto e in assenza di tavoli di ascolto e condivisione ed in considerazione della ristretta tempistica regionale che non ha permesso alla Provincia di esercitare il proprio ruolo strategico di coordinamento delle istanze provenienti dal basso», scrive il presidente della Provincia, Francesco Menna, nella lettera inviata all’assessore regionale all’istruzione e al direttore dell’Ufficio scolastico regionale.
La Regione ha concesso uno slittamento del cronoprogramma regionale fino al 15 dicembre, proroga che la Provincia chiede di prolungare al 31 dicembre a determinate condizioni. Per Menna è necessaria, da parte della Regione, una «revisione integrale dei criteri di ripartizione per Province con riferimento ai tagli delle dirigenze attualmente individuati esclusivamente in relazione a dati e proiezioni statistiche non correlati a una lettura analitica e integrata dei territori e delle loro specificità». La proroga al 31 dicembre deve essere “condizionata” a una reale considerazione delle esigenze del territorio riguardo al dimensionamento, puntuali e formali forme di salvaguardia e tutela delle aree interne e «revisione integrale della ripartizione per Province» dei dimensionamenti.
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