Il dramma degli incidenti mortali nei processi D’Ovidio e Salvatore

Rito abbreviato per il 79enne che, a Villa Andreoli, guidava l’auto in cui perse la vita la moglie Chiede di patteggiare il 53enne accusato di aver causato il decesso della 56enne di Civitaluparella
LANCIANO . Due storie di dolore, due vite spezzate in drammatici incidenti stradali sono approdati ieri dinanzi al giudice per le udienze preliminari Giovanni Nappi: quello avvenuto a Lanciano alla rotonda di Villa Andreoli il 19 febbraio 2023 in cui ha perso la vita la professoressa in pensione Maria Concetta D’Ovidio, 79 anni, e quello in Val di Sangro, all’incrocio dello stabilimento Honda del 26 maggio 2022, in cui ha smesso di battere il cuore di Donatella Di Salvatore, 56enne di Civitaluparella, e sono rimasti gravemente feriti il marito e la figlia.
Il giudice Nappi nel caso della professoressa ha accolto la richiesta di rito abbreviato fatta dall’imputato, il marito della donna, Antonio di Bucchianico, 79 anni, rappresentato dagli avvocati Gaetano Pedullà e Lucia Di Battista, e fissato l’udienza al 4 novembre. Nel caso dell’incidente Di Salvatore ha ammesso il patteggiamento da parte dell’imputato Marco Scutti, 53 anni di Atessa, difeso dagli avvocati Marco Di Giulio e Massimiliano De Feo di Pescara, che ci sarà il 22 aprile 2024. Ed è un dramma nel dramma il processo per omicidio stradale dell’ex insegnante di matematica dell’Umberto I, volontaria e attiva nella politica Maria Concetta D’Ovidio perché, secondo la ricostruzione della Procura, sarebbe il marito Antonio, alla guida della Panda, ad avere delle responsabilità nell’incidente. La coppia, legatissima, quella domenica attorno alle 19 era di ritorno da un pranzo della parrocchia in contrada Sant’Onofrio; stava andando verso l’Iconicella, verso casa, percorrendo una strada fatta centinaia di volte. All’altezza della rotatoria di Villa Andreoli la Panda avrebbe invaso la corsia dove arrivava da Lanciano una Dacia Duster: lo scontro frontale non ha lasciato scampo alla donna. Una dinamica che per l’avvocato Pedullà ha dei punti però da chiarire, e lo farà nell’udienza del 4 novembre. Restano però chiari il dolore immane dell’uomo, della famiglia e la pericolosità di una rotonda piccola per la mole di veicoli che transitano da e verso la Val di Sangro e buia.
Ci sarà il patteggiamento il prossimo 22 aprile per Scutti, accusato di omicidio stradale aggravato dalle lesioni gravissime e dalla velocità. Nell’udienza di ieri ammesse le parti civili, 8, patrocinate dagli avvocati Diana Peschi e Filippo D’Aloisio. Sono i familiari di Donatella Di Salvatore, tra cui la figlia Francesca consigliera comunale a Pietraferrazzana, che quel 26 maggio era nell’auto con la mamma e il papà. Erano diretti in Val di Sangro per gli ultimi acquisti in vista del matrimonio del fratello di Francesca, Giuseppe; Donatella era alla guida della Dacia Sandero. Come ricostruito dai Carabinieri di Atessa guidati dal capitano Alfonso Venturi la Dacia dalla rotatoria sulla strada provinciale 119 imboccò la principale via Italia all’incrocio davanti allo stabilimento Honda. In quel momento da sinistra proveniva il suv Range Rover Evoque del 53enne di Altino, che travolse l’auto.
Un impatto, sulla carreggiata percorsa dal Range Rover, violento visto che il suv viaggiava ad una velocità di oltre 100 chilometri orari. Il corpo della donna rimase incastrato tra le lamiere dell’auto, lo liberarono i vigili del fuoco di Casoli, mentre Francesca fu trasferita a Pescara, dove è rimasta in prognosi riservata con una lesione midollare di cui porta ancora i segni, mentre il papà Antonio fu trasportato a Chieti – prognosi di 60 giorni – dove c’era anche il 53enne, per lui una prognosi di 30 giorni. Il 22 aprile si dovrebbe chiudere il capitolo giudiziario con il patteggiamento ma questo non cancellerà il dolore con cui la famiglia di Donatella convive.
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