Il Fermi accorpato al De Titta

17 Gennaio 2016

La Provincia ha deciso: i due istituti avranno un’unica dirigenza che verrà affidata a Daniela Rollo

LANCIANO. Sul dimensionamento scolastico la Provincia di Chieti ha scelto: l'Itgc Fermi sarà accorpato al liceo De Titta e avrà un'unica dirigenza e segreteria. La decisione, definitiva è stata avallata da nove consiglieri provinciali su dieci ed è stata rimandata dai primi di dicembre al mese di gennaio a causa di una sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato il provvedimento che, quattro anni fa, unificò gli istituti Galiani e De Sterlich di Chieti.

Alla base dell’annullamento c'era una procedura non corretta seguita dalla Provincia e, in particolare, il fatto che non fosse stata convocata l’assemblea della Conferenza provinciale delle organizzazioni (prevista dal Dpr 233 del 1998). Tutte questioni ora risolte. Resta invece l'amaro in bocca degli altri istituti scolastici cittadini, il Da Vinci-De Giorgio e lo Scientifico Galilei, che pure avevano sottoposto alla Provincia e al consiglio scolastico regionale le ipotesi di accorpamento con il Fermi per ragioni di uniformità di indirizzi e materie curriculari e, nel caso del Galilei, per non restare l'unica scuola cittadina a non aver mai subito accorpamenti.

«Ha vinto la scelta fatta sulla base di un'opportunità logistica» spiega il presidente della Provincia, Mario Pupillo «dal momento che le due scuole sono vicine e che il Fermi ospita già 12 aule del De Titta».

L’istituto tecnico e commerciale per geometri, oggi Itet Fermi, da anni soffre di un calo di iscrizioni e risulta attualmente sottodimensionato con meno di 500 studenti. Situazione invece completamente inversa per il liceo Linguistico, pedagogico e delle scienze sociali Cesare De Titta che, letteralmente, scoppia di iscritti. La carenza di spazi si è resa ancora più evidente a seguito della chiusura della succursale ex Eca danneggiata dal terremoto del 2009 che ha portato al trasferimento di ben 12 classi del De Titta negli spazi via via lasciati vuoti al Fermi e altre 10 nella succursale del Da Vinci. A rendere ancora più precaria la situazione c’è lo stop, nei mesi scorsi, al progetto di ampliamento del De Titta a seguito dei rinvenimenti archeologici nell’area. L'intervento, osteggiato da numerose associazioni cittadine che hanno definito il progetto uno «scempio ambientale, storico e architettonico», prevedeva la costruzione di un edificio di cinque piani accanto alla struttura principale. Di qui la scelta della Provincia di ottimizzare spazi e distanze tra due istituti che sono lontani tra loro solo poche centinaia di metri.

«L'obiettivo è riportare il De Titta a due sole sedi» spiega ancora Pupillo «anche le altre ipotesi a noi sottoposte erano valide, ma abbiamo dovuto preferire quella più funzionale, fermo restando che, in un primo momento, anche il consiglio scolastico regionale era d'accordo con questa soluzione».

La dirigenza del Fermi-De Titta sarà quindi affidata ad un'unica gestione, quella della dirigente Daniela Rollo.

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