Il fratello di Racanati, disperso nel Trigno, incontra il ministro

Il leader della lega al familiare: «A febbraio la rimozione dei detriti»
ORTONA
«Se la procura di Larino sarà d’accordo, entro fine novembre partiranno le procedure per arrivare, a febbraio 2027, a rimuovere i detriti del ponte sul Trigno», sotto i quali potrebbe essere il corpo di Domenico Racanati. A dichiararlo è il ministro Matteo Salvini direttamente ad Alessandro Racanati, fratello di Domenico, scomparso in quel maledetto 2 aprile.
Per avere quella data, Alessandro ieri è andato personalmente a Ortona dalla Puglia e grazie anche all’assessore alle Infrastrutture del Molise, Michele Morone, ha rivolto a Salvini un nuovo appello, una richiesta d’aiuto che Salvini non ha negato, pur ribadendo che si tratta di un’area sotto sequestro. «Incontro con piacere il fratello di Racanati», ha detto il vicepremier al Centro, «ma la posizione della procura è importante. Io posso dire che i vigili del fuoco hanno fatto un lavoro eccezionale per trovare il corpo di Racanati. A inizio 2027 i detriti saranno rimossi, vedremo se il corpo è là». I familiari di “Mino” dovranno quindi aspettare ancora due mesi per poter riavere, forse, il corpo del loro caro che il giorno della disgrazia stava andando proprio ad Ortona come ha ricordato ieri il fratello. «Spero che il ministro Salvini riesca a spingere per recuperare l’auto e il corpo di mio fratello», ha detto Alessandro. «La visita di Salvini è un’opportunità per rivolgere un appello di persona alla Stato. Rispettiamo le indagini, ma vorremmo che la rimozione delle macerie venisse accelerata. Il corpo di un uomo va restituito ai familiari. Ringrazio per il sostegno il prefetto di Campobasso e l’assessore Marone. Ora confidiamo in Salvini».

