Il futuro della Esplodenti Sabino «Adesso intervenga il Governo»

30 Novembre 2023

Il sindaco Marinucci scrive al ministero della Difesa sulla possibile “smilitarizzazione” dell’azienda Carlucci (Scerni): «Mettere in sicurezza i lavoratori che da oltre due mesi sono senza stipendio»

CASALBORDINO. A distanza di un mese dal vertice istituzionale convocato per affrontare il futuro dell'azienda Esplodenti Sabino e contestualmente ottenere la cassa integrazione per i 70 dipendenti rimasti senza stipendio dal 13 settembre, il sindaco di Casalbordino, Filippo Marinucci, cerca in tutti i modi di garantire un futuro ai lavoratori. Insieme al presidente della Regione, Marco Marsilio, Marinucci ha chiesto un incontro al ministro della Difesa, Guido Crosetto. Al mondo esistono pochissime aziende specializzate nelle operazioni di “smilitarizzazione” come la Esplodenti Sabino. Quale sarà il futuro dell'azienda? La fabbrica di Casalbordino verrà riconvertita? Settanta famiglie sono in attesa di una risposta.
«Al momento non ho ancora ricevuto una riposta dal ministro», fa sapere il sindaco Marinucci. «La questione comunque è all'attenzione del governo. Il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha garantito che si sta occupando, insieme all'impresa e al ministero della Difesa, di costituire un tavolo di lavoro volto alla riconversione dell'attività aziendale e alla modifica dei processi produttivi che la Esplodenti Sabino ha proposto per migliorare la sicurezza dei lavoratori».
Il 13 settembre scorso a causa di un’esplosione hanno perso la vita Fernando Di Nella, 62 anni, di Lanciano; Gianluca De Santis, 44, di Palata (Campobasso) e Giulio Romano, 56, di Casalbordino. Di Nella, era prossimo alla pensione. L'indagine sulla tragedia è solo all'inizio. La fabbrica è sotto sequestro. I tempi per la ripresa sembrano lunghi. È necessario quindi risolvere un'altra questione: la concessione della cassa integrazione ai dipendenti fermi da più di due mesi.
«Anche su questo punto», fa sapere il sindaco di Scerni, Daniele Carlucci, che con il collega Marinucci segue da vicino la questione, «la Regione, e nello specifico il presidente Marsilio e l'assessore Pietro Quaresimale, stanno cercando una soluzione insieme ai sindacati. Questi ultimi stanno cercando di fare ottenere ai lavoratori almeno un anticipo. L'assessore Quaresimale, con il supporto degli uffici regionali, ha sollecitato l'Inps, come già avvenne tre anni fa in occasione del primo incidente (costato la vita a Carlo Spinelli, 54 anni, Nicola Colameo, 46, e Paolo Pepe, 45, ndc) per attivare la cassa integrazione ordinaria. Bisogna mettere in sicurezza i lavoratori che hanno perso lo stipendio e, soprattutto, dare una prospettiva stabile all'azienda per la riapertura dell'attività». (p.c.)
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