Il Galiani chiude la festa con grandi ospiti

17 Gennaio 2016

Per i 150 anni dell’istituto parlano Legnini, Cardella e Fraticelli: «Ragazzi investite nella legalità»

CHIETI. «Vogliamo ragazzi che oltre ad essere istruiti siano anche cittadini attivi, che sappiano dare il proprio il contributo e non rimanere a guardare gli altri che prendono decisioni che li riguardano. Non vogliamo persone apatiche, non vogliamo “sagome” nella nostra scuola. Meglio alunni vivaci, ma che abbiano teste pensanti, capaci di trovare soluzione ai problemi». Le parole della preside del “Galiani – De Sterlich”, Candida Stigliani, hanno riassunto la mission educativa di una scuola che nel corso di 150 anni ha saputo cogliere al meglio l’obiettivo, come hanno dimostrato le testimonianze di tante personalità di spicco, tutti ex alunni, che hanno preso parte alle celebrazioni per il centocinquantennio.

Ieri mattina, all’ultima delle quattro giornate organizzate, ce n’erano molti di ex alunni celebri, intervenuti per portare il loro saluto alla loro ex scuola: dal vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini, al consigliere regionale Mauro Febbo, all’assessore comunale Mario Colantonio. Dietro l’organizzazione delle quattro giornate celebrative, che hanno visto alternarsi tanti personalità, c’è lo sforzo corale della scuola e in particolare di due ex consiglieri comunali: l’avvocato Gabriele Salvatore, che insegna al Galiani ed è stato citato espressamente dalla preside al termine del convegno, e Marco Marino, direttore amministrativo dell’istituto.

L’ultima delle quattro mattinate ha visto ieri la presenza anche del procuratore della Repubblica e della Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila, Fausto Cardella, del generale emerito Giulio Fraticelli, Capo di Stato Maggiore dell’esercito, dell’assessore regionale Marinella Sclocco, di Cinzia Di Vincenzo a nome della Consulta delle associazioni cittadine e del caporedattore del TG3, il giornalista teatino Silvano Barone, chiamato a moderare l’incontro. Il tema proposto agli ospiti è stato quello della Cittadinanza attiva e Legalità.

«Investire sulla legalità», ha detto Legnini, «costituisce per un giovane la garanzia di un futuro migliore e per il Paese intero garantire il rispetto del principio di legalità è una condizione essenziale per la ripresa economica». Sullo stesso tono il messaggio di Cardella agli studenti: «La legalità non è soltanto un dovere, è un diritto. Vivere nella legalità è condizione che giova e, dunque, conviene». Il generale Fraticelli ha parlato ai ragazzi della vita militare, come quella vissuta da giovane a Modena all’accademia dell’esercito.

L’assessore Sclocco ha chiesto una scuola che si «contamini» all’esterno anche attraverso l’aiuto delle associazioni. E proprio la Di Vincenzo, infine, ha portato dentro la scuola l’esperienza delle battaglie portate avanti dalla Consulta delle associazioni. La chiusura è stata affidata al coro diretto dall’ex alunno Mauro Cerritelli e coordinato dalla docente Roberta Dell’Elice. (a.i.)