Il Gay pride abruzzese a Chieti: «Qui hanno paura della diversità»

Attesi mille partecipanti al corteo che conclude una settimana di manifestazioni contro l’omofobia Il 24 giugno la sfilata per i diritti Lgbt lungo corso Marrucino e fino a San Giustino se la piazza riaprirà
CHIETI. Il Gay pride sbarca in città. La manifestazione regionale che chiede uguali diritti per tutti – non solo per la galassia omosessuale, tanto è vero che la parola “gay” è sparita dall’intestazione che ora si chiama “Abruzzo pride” – arriva a Chieti dopo aver fatto tappa negli anni scorsi, prima a Pescara, poi all’Aquila e infine a Teramo. E promette di portare al corteo di sabato 24 giugno mille partecipanti. «Eravamo in mille l’anno scorso a Teramo», dice il teatino Fabio Milillo, uno dei due portavoce insieme a Manuela Di Nardo del coordinamento che organizza l’iniziativa. Il coordinamento è composto da sette associazioni: le quattro Arcigay provinciali, l’associazione pescarese Jonathan – Diritti in movimento e le due associazioni di Avezzano Presenza femminista e Marsica Lgbt. Sabato 24 giugno sarà la giornata clou, ma la manifestazione dura una settimana e investe l’intera regione.
La “Pride week” parte domenica 18 giugno sulla Maiella. «Stiamo ancora definendo il programma», spiega Milillo, «ma comunque pensiamo a un appuntamento in montagna con un talk antifascista». Lunedì appuntamento nel Teramano, con un doppio momento, sia informativo che di socializzazione. Martedì la kermesse si sposta nell’Aquilano con un momento ricreativo nel pomeriggio e in serata un incontro sull’identità di genere e soggettività transgender. Mercoledì ci saranno diversi momenti a Pescara. Giovedì sono previste iniziative a Vasto e Lanciano. Venerdì e sabato si chiude a Chieti. Nel pomeriggio di venerdì c’è un incontro al Barbella, mentre in serata ci sarà un momento ricreativo allo Scalo. Sabato pomeriggio infine il corteo che dalla villa comunale si snoderà lungo corso Marrucino.
«L’intenzione è di arrivare in piazza San Giustino», dice Milillo, «ma non sappiamo ancora se la piazza sarà riaperta al pubblico o meno. Con l’amministrazione del sindaco Diego Ferrara abbiamo aperto un dialogo sin dallo scorso settembre e abbiamo trovato piena disponibilità allo svolgimento dell’iniziativa. Stiamo però ancora attendendo la richiesta di patrocinio gratuito del Comune e si tratta di una domanda che abbiamo inviato all’ente nello scorso mese di aprile». Da teatino, Milillo si dice contento che l’Abruzzo Pride quest’anno veda Chieti come clou della manifestazione: «C’è bisogno di parlare di diritti anche a Chieti. Sono particolarmente contento che il corteo si svolga a Chieti alta che mi sembra avere maggiormente paura del diverso rispetto allo Scalo».
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