Il ginecologo ricattato pronto a chiedere i danni

Dopo 23 mesi da incubo, quando ha saputo la notizia dell’arresto dei suoi estorsori si è commosso. Gli avvocati: ringraziamo carabinieri e la sostituto Enrica Medori
VASTO. Quando ha saputo la notizia non è riuscito a nascondere la propria commozione. Per il ginecologo ricattato e denunciato da un quartetto di estorsori è la fine di un incubo durato 23 mesi.
«Grazie ai carabinieri, ai quali va dato atto di avere eseguito indagini delicatissime con determinazione e caparbietà, al professionista che è prossimo alla pensione è stata restituita la dignità che merita» , dichiara l'avvocato Elisa Pastorelli che assiste il ginecologo con la collega Raissa Mancinoni. «La figura del medico accusato nel dicembre 2014 di avere praticato nel suo studio un aborto clandestino è stata riabilitata e quest'uomo ha ottenuto giustizia anche grazie al sostituto procuratore della Repubblica, Enrica Medori. In realtà lui dopo il trauma della denuncia aveva denunciato a sua volta il ricatto e aveva sostenuto un lungo interrogatorio nel corso del quale aveva raccontato molti particolari che ovviamente per motivi di indagini sono rimasti segreti», raccontano i legali del medico. Il professionista, che sta attraversando anche un periodo delicato per la propria salute, non si è arreso. A giudicare da quanto raccontato in una nota dai Nas di Pescara che hanno condotto le indagini con i carabinieri di Vasto e Termoli, potrà presto rivalersi. É probabile che in sede di eventuale giudizio si costituirà parte civile contro i 4 presunti estortori che ora sono agli arresti domiciliari. E non è escluso che i quattro arresti portino a nuovi clamorosi sviluppi. I quattro (due donne di 27 anni e due uomini di 35 e 42 anni, tutti molisani) da sabato mattina sono ai domiciliari in esecuzione di altrettanti provvedimenti restrittivi emessi dal sostituto procuratore Enrica Medori, perché ritenuti responsabili, in concorso, del reato di estorsione, per aver preteso soldi dal ginecologo vastese minacciandolo di divulgare false informazioni circa un presunto aborto clandestino. I fatti risalgono a dicembre 2014 quando una delle due donne, con la complicità degli altri amici, ha raggiunto lo studio del ginecologo chiedendogli 5 mila euro per non divulgare informazioni».
Ovviamente di trattava di informazioni che le indagini hanno appurato essere infondate», ricordano gli avvocati Pastorelli e Mancinoni. «Il presunto aborto clandestino non c'è mai stato».
Il medico, ha emesso l'assegno ma poi ha denunciato il quartetto.
«Ora è ancora molto scosso per parlare ma è grato alla magistratura e agli investigatori che lo hanno ascoltato ed hanno verificato che lui non è mai commesso alcun reato. Al contrario è stato una vittima», conclude la difesa del professionista.

