Il giorno più nero: 3 morti Aumentano i ricoverati

27 Marzo 2020

Le vittime hanno 83, 87 e 94 anni. Ospedale al limite, i pazienti Covid sono 130

CHIETI. Ieri è stato il giorno più nero per Chieti da quando è cominciata l’emergenza coronavirus. Tre anziani residenti in città, risultati positivi al Covid-19, sono morti all’ospedale Santissima Annunziata. Non c’è stato niente da fare per Elisabetta Tammaro, 83 anni, Caterina D’Andrea (87) e Dante D’Alberto (94). «Spetterà in ogni caso all’Istituto superiore di sanità attribuire i decessi al coronavirus, in quanto si tratta di persone già affette da patologie pregresse», è scritto nel bollettino diffuso a metà pomeriggio dal servizio prevenzione e tutela della salute dell’assessorato regionale alla Sanità. Ma è una precisazione che rende ancora più opprimente il dolore di figli, fratelli, sorelle e nipoti che neppure con una carezza hanno potuto accompagnare i loro cari alla fine di una vita. Famiglie devastate da questo virus che nega anche la possibilità di un ultimo saluto: i funerali religiosi e civili sono sospesi, le visite nei cimiteri vietate, le benedizioni ridotte a pochi istanti quando c’è un sacerdote disponibile. Ma i parenti non possono neanche assistere, perché quasi sempre sono in quarantena e per loro è impossibile allontanarsi da casa.
IL SINDACO. «Addolora dover iniziare a leggere anche i nomi di persone che hanno perso la vita per il coronavirus», dice il sindaco Umberto Di Primio alla fine di una giornata vissuta tra dolore e falsi allarmi circolati sui social su focolai presenti in città. «Sono vicino ai cari e, per quel che posso, sono a loro disposizione». Ieri mattina è stata comunicata anche la positività al tampone di altre due donne e un uomo che vivono a Chieti.
LE VITTIME. Elisabetta Tammaro era la mamma di Simona Petaccia, la giornalista teatina morta la scorsa estate a 47 anni, fin da piccola su una carrozzina, simbolo della lotta per i diritti dei disabili e presidente della onlus Diritti diretti. Elisabetta combatteva ogni giorno, al fianco della “sua” Simona, la coraggiosa battaglia per respingere ogni forma di pietismo o di esagerata commiserazione. E adesso le altre due figlie di Elisabetta, Monica e Tina, non si danno pace: il secondo lutto in pochi mesi ha stravolto la loro esistenza. Ora sperano solo che il papà Elio, anche lui ricoverato in ospedale, si riprenda al più presto. Dante D’Alberto viveva a Chieti Scalo: lo piangono la moglie Matilde e le tre figlie Fabrizia, Mariella e Anna. L’ultimo viaggio è iniziato nel pomeriggio per Caterina D’Andrea, anche lei morta ieri: verrà sepolta nel cimitero di Mottola, in provincia di Foggia, il suo paese d’origine.
OSPEDALE. Al Santissima Annunziata cresce il numero delle persone ricoverate con il coronavirus: nel giro di un giorno, sono salite da 119 a 130. Di queste, 16 sono in Rianimazione, 15 in Malattie infettive, 16 in Pneumologia subintensiva e 83 in Medicina. Attualmente i posti letto riservati ai pazienti positivi o sospetti sono circa 200: altri 100 verranno allestiti nelle prossime ore, come deciso dal manager Thomas Schael. In ospedale è stata definita un’area Covid, nel blocco principale, mentre la Palazzina cuore, corpo M, è per la degenza ordinaria. Il problema principale è legato ai posti letto per i casi più gravi, quelli che hanno bisogno di essere intubati: in Rianimazione si è arrivati al limite. La direzione generale sta lavorando per trovare una soluzione, considerando il gran numero di pazienti con sospetto coronavirus – in media 40 – che ogni giorno arriva al policlinico.
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