Il giovane resta in carcere

9 Maggio 2017

Pollutri al Gip: non volevo investire i carabinieri. L’amico in una comunità

VASTO. Ha deciso di rispondere al giudice e ha rilasciato dichiarazioni ammettendo in parte i reati contestati. Ha negato di voler uccidere i carabinieri investendoli con l’auto. Avrebbe caricato l’auto contro i militari solo perché spaventato.
Una giustificazione che, comunque, non è bastata a farlo uscire dal carcere. Il Gip del tribunale di Vasto, Italo Radoccia, ha convalidato ieri mattina l’arresto di Luis David Pollutri, 22 anni disponendo per il giovane l’applicazione della misura cautelare in carcere.
Pollutri durante l’udienza di convalida che si è tenuta nella Casa lavoro, è stato assistito dall’avvocato Daniela Mascioli del foro di Pescara. Si è avvalso invece della facoltà di non rispondere D.M.,16 anni, il minorenne che sabato notte era San Salvo marina con Pollutri. L’udienza per D,M., assistito dagli avvocati Fiorenzo Cieri ed Elisa Milanese. si è tenuta all’Aquila. Al termine il giudice Vittoria Correa ha disposto la conferma dell’arresto. D.M. è stato trasferito in una casa di prima accoglienza di Roma.
Le accuse a carico a entrambi i giovani sono gravi: tentato omicidio (non al minorenne), furto aggravato, ricettazione, detenzione e porto illegale di arma da fuoco. I due, armati di un fucile, erano a bordo di un’auto rubata che ha tentato di investire i militari del nucleo operativo radiomobile per sfuggire alla cattura. Pollutri sostiene di non aver voluto far del male ai carabinieri e di aver trovato il fucile. Ha ammesso solo il furto dell’auto. Una versione molto diversa da quella dei carabinieri che hanno vissuto momenti drammatici e che a causa delle lesioni sono stati costretti a farsi medicare al Pronto soccorso del San Pio al termine dell'operazione.
Nonostante la giovane età, Pollutri ha un curriculum inquietante alle spalle. La prima volta che la cronaca si occupò del ventiduenne, che ora rischia una pena di dodici anni, fu nel 2014. Luis David Pollutri, allora appena diciottenne, venne arrestato con l’accusa di sequestro di persona, danneggiamento, lesioni, violenza privata, ricettazione e riciclaggio in concorso. Secondo i carabinieri insieme ad altri tre giovani avebbe malmenato e sequestrato un ragazzo di Montesilvano obbligandolo a vendere il suo oro e incassando il denaro. A mettere nei guai Pollutri e i suoi amici erano stati i soldi trovati dai carabinieri di Casalbordino nelle tasche del diciottenne insieme a una ricevuta di un punto vendita Compro oro intestata a una delle vittime del pestaggio. Ma Pollutri anche allora rispose ai giudici dichiarando che l’oro venduto era suo confermando solo la discussione con le vittime del pestaggio fuori da una discoteca di Pescara, e contestando tutto il resto. Un anno dopo finì nei guai a Chieti. Ora la sua posizione è molto delicata. Se dovesse essere confermata l’accusa il ventiduenne rischia una condanna pesante. (p.c.)
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