Il giudice convalida l’arresto del marito

3 Dicembre 2019

Interrogatorio di 40 minuti per il 68enne che ha ucciso la moglie Luisa Ciarelli, 65. Il difensore: aveva chiesto una visita psichiatrica

VASTO. Domenica scorsa avrebbe dovuto sottoporsi a un controllo psichiatrico fissato con il professor Arfedele Del Re, stimato professionista che opera a Bologna ma che in questi giorni è in Abruzzo, sua terra di origine. Domenico Giannichi, 68 anni, non ha potuto fare quel controllo. L’uomo venerdì scorso ha ucciso a bastonate la moglie, Luisa Ciarelli, 65 anni, e ieri mattina ha dovuto rispondere nel carcere di Torre Sinello a Vasto alle domande del gip Italo Radoccia. Il pensionato, assistito dall’avvocato Alberto Paone del foro di Lanciano, davanti al pm Gabriella De Lucia, ha confermato di avere ucciso la moglie, rivelando anche la miccia che avrebbe innescato la violenta lite finita in tragedia: una follia irrazionale, dovuta ad un profondo malessere psicologico provocato dalla scoperta della recrudescenza di una grave malattia. Poche settimane fa l’uomo aveva subito un intervento chirurgico nell’ospedale di Teramo, ma non era bastato a debellare del tutto il male. Nella mente di Giannichi, che porta sul volto i segni di un tumore cerebrale avuto più di venti anni fa, la scoperta di essere nuovamente malato, ha mandato in tilt la sua mente. «Non posso essere io», dice il suo legale, Alberto Paone, «a stabilire che cosa è accaduto nella sua mente. Di certo l’operaio non sta bene. Non avrebbe chiesto una visita psichiatrica se fosse stato bene. Ha momenti di assenza e uno stato ansioso le cui reazioni sono imprevedibili. Proprio come è accaduto venerdì».
Giannichi ha ripetuto al giudice Radoccia di avere ucciso la moglie di tre anni più giovane, perché la donna non voleva che lui guidasse l’auto a causa delle sue condizioni. Il pensionato non sopportava di essere considerato malato. Al termine dell’interrogatorio durato 40 minuti, il giudice ha convalidato l'arresto. È previsto il ricorso a una perizia psichiatrica richiesta dalla difesa contestualmente alla detenzione in una struttura adeguata alla patologia. «Al momento ho acquisito le cartelle cliniche e tutta la documentazione che attesta le condizioni non certo ottimali del mio cliente», dice il legale. Paone si è riservato la decisione di chiedere il rito abbreviato, solo dopo aver consultato i figli di Giannichi.
Oggi, intanto, a Chieti, il medico legale Christian D’Ovidio, farà l’autopsia su Luisa Ciarelli. Le tumefazioni al volto e le gravi lesioni raccontano minuti di inferno prima della morte. Insieme a quelle ferite così profonde sarà fatta anche una mappatura dei lividi. L’accusato non ha nominato un proprio perito. «Ci affidiamo alle conclusioni del dottor D’Ovidio», ha concluso l’avvocato Paone.
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