Il giudice di pace boccia l’imposta bis sulle aziende

Sentenza su canoni consortili e Tari: «La doppia imposizione è illegittima e iniqua» Esulta l’AssoVasto: «Quelle quote sono veri tributi, ora i Comuni di adeguino»
VASTO. «I canoni consortili imposti alle imprese dall’Arap (l’ex Coasiv) non sono semplici canoni ma veri e propri tributi e per questo essendo tasse non possono essere assoggettate all’Iva. Eventuali decreti ingiuntivi non possono essere disposti da un tribunale civile ma dalla commissione tributaria». A stabilirlo è stato il giudice di pace di Vasto, che il 19 maggio scorso ha accolto il ricorso presentato da un consorziato che si è visto recapitare un decreto ingiuntivo dall’Arap. La sentenza ha fatto esultare Assovasto, Confindustria Chieti Pescara e i suoi associati.
«Finalmente», annota l’associazione presieduta da Marcello Dassori e diretta da Antonio Cocozzella, «siamo riusciti ad avere un primo risultato nella pluriennale battaglia di contrasto alla doppia imposizione che ci ha spinto a sollecitare anche i Comuni a prendere atto di questo». Quello che gli industriali contestano ai Comuni è il pagamento dei servizi di manutenzione e illuminazione che già pagano all’Arap che è l’ente che si occupa di questi servizi. Con la sentenza del giudice di pace gli industriali sperano che si definisca anche questo contenzioso.
Il braccio di ferro è cominciato due anni fa. AssoVasto e Confindustria hanno incaricato l’avvocato Vincenzo Bassi, docente di diritto tributario alla Lumsa di Roma, di elaborare uno specifico studio sulla natura dei canoni consortili e sulla loro sovrapposizione rispetto alla Tasi. L’esito dello studio ha spinto un industriale che si è visto recapitare un decreto ingiuntivo a rivolgersi al giudice di pace di Vasto. Il giudice ha dato ragione all’industriale e ad AssoVasto. «I decreti ingiuntivi vanno decisi dalla commissione tributaria. Ora si può affermare senza tema di smentita che contestare la legittimità e l’equità dell’attuale fiscalità immobiliare (canoni consortili e Tasi) a carico dei consorziati costituisce un fatto non solo politicamente opportuno ma anche e soprattutto giuridicamente fondato», annotano i responsabili dell’associzione industriali di Vasto. L’Arap dovrà comportarsi da vero e proprio ente impositore, con tutte le garanzie per l’imprenditore consorziato. I Comuni dovranno evitare la doppia imposizione delle spese di manutenzione. «È una doppia imposizione che gli imprenditori sono ingiustamente costretti a subire», ribadisce l’AssoVasto. Inutile dire che la sentenza apre ora la strada a numerosi ricorsi. (p.c.)
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