Il giudice: il 59enne deve restare in carcere

Convalidato il fermo. Ma l’avvocato presenta un’eccezione: «Non c’ero al primo interrogatorio»
GISSI. Flavio Giovanni Meo, 59 anni, resta rinchiuso a Torre Sinello. Il giudice Fabrizio Pasquale ha convalidato il fermo per omicidio volontario e rapina (entrambi reati pluriaggravati), confermando la custodia cautelare in carcere. L’assassino, reo confesso, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
La notte del fermo, durante l’interrogatorio davanti al pm, l’indagato è stato assistito da un avvocato d'ufficio, Antonio Ottaviano, perché il suo legale, l’avvocato Luigi Masciulli, non poteva essere sul posto per motivi familiari. Per tutto questo l’avvocato Masciulli ha presentato un’eccezione procedimentale. A spiegare perché è stato lo stesso legale. «Sono stato chiamato alle 23,53 del 29 dicembre e solo dopo 37 minuti il mio cliente è stato interrogato. Le sentenze della Cassazione parlano chiaro: il termine di comparizione deve essere congruo per poter consentire al difensore dell'imputato di svolgere il suo ruolo».
Quanto al movente, l’avvocato Masciulli sottolinea: «Il mio cliente ha fornito alcune dichiarazioni davanti al pm e ai carabinieri, nonostante l’avvocato gli avesse suggerito di non farlo. Sabato, quando sono stato in carcere da lui, ha dato un’altra versione e, il giorno successivo, ne ha fornita un’altra ancora».
Una cosa è certa: la ricostruzione fornita dall'indagato sull’accoltellamento della pensionata è piena di incertezze e incongruenze. Oggi l'avvocato Masciulli dovrebbe incontrare ancora una volta il proprio assistito. (p.c.)
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