Il giudice: Sabatino poteva prevedere gli effetti del farmaco

12 Marzo 2016

Pubblichiamo il passaggio chiave del decreto di De Ninis che ha rinviato a giudizio l’ex primario di neonatologia

CHIETI. Perché il professor Giuseppe Sabatino è stato rinviato a giudizio? Perché il famoso pediatra, ex primario al policlinico, dovrà affrontare un lungo processo pubblico che comincerà il 5 aprile. Perché infine la sua difesa non ha convinto il giudice Luca De Ninis? A quattro giorni dalla decisione del gup è possibile rispondere a tutte queste domande.

Il rinvio a giudizio per molti è stata una sorpresa. Chi si aspettava che il risultato delle perizie che creavano un nesso di causa tra le medicine per la cura del Parkinson e l’ipersessualità dell’imputato fosse decisivo per scagionare Sabatino è rimasto deluso. Per il gup De Ninis, il medico dei bimbi va processato per violenza sessuale su nove madri di piccoli pazienti, anche se nessuna di queste lo ha subito denunciato. E anche se la letteratura medico-scientifica dà per certo il collegamento tra il farmaco usato per anni da Sabatino e la sua incapacità a controllare gli impulsi sessuali.

Secondo il giudice però questi due aspetti si ritorcerebbero contro l’imputato. E lo spiega nella parte finale del decreto di rinvio a giudizio che pubblichiamo testualmente ma che non sono una sentenza.

«L'esame complessivo e diacronico delle condotte, contrariamente al giudizio espresso dei periti, induce a ritenere che l'imputato - pur presumibilmente sollecitato dall'effetto di un'incongrua terapia farmacologica, per valutare i cui effetti peraltro aveva personali capacità tecnico-professionali certamente adeguate - abbia commesso veri e propri reati-progetto, connotati da premeditazione pianificazione ed intenzionalità, non già meri reati impulso, avendo continuato nei comportamenti ipersessualizzati esercitando la propria professione medica ed avvalendosi delle condizioni di soggezione delle giovani pazienti verso il proprio ruolo di Direttore della clinica».

In parole semplici, Sabatino, come medico, poteva e doveva prevedere gli effetti nefasti del farmaco interrompendone l’uso. Ma il processo deve ancora cominciare.