Il giudice sblocca i fondi per il piccolo Samuel

10 Novembre 2018

Tragedia di Rigopiano: il tribunale di Chieti autorizza il tutore a riscuotere le somme Il Comune di Osimo deve versare 130mila euro sul conto del bambino di 8 anni

CHIETI. Il tribunale di Chieti sblocca il versamento dei fondi raccolti a favore di Samuel Di Michelangelo. Il giudice Nicola Valletta ha autorizzato il tutore provvisorio del piccolo Samuel, lo zio Alessandro Di Michelangelo, alla riscossione delle somme raccolte dal Comune di Osimo e ha disposto il versamento del credito sul conto corrente intestato al bambino di 8 anni. A quasi due anni dalla tragedia di Rigopiano, dove Samuel perse i genitori Dino Di Michelangelo e Marina Serraiocco, travolti dalla valanga che distrusse l’hotel, arriva il via libera per la liquidazione delle donazioni raccolte dal Comune di Osimo, dove i due coniugi teatini risiedevano. I 130mila euro raccolti dalla donazione “Un futuro per Samuel” erano trattenuti dall’amministrazione di Osimo perché il sindaco Simone Pugnaloni subordinava il trasferimento delle somme alla nomina di un tutore definitivo. Ieri il tribunale di Chieti ha sciolto le riserve, rispondendo alla lettera inviata il 2 novembre dal tutore provvisorio che ha avuto un ruolo chiave nella vicenda, relazionando passo dopo passo il giudice e chiedendo l’autorizzazione alla riscossione delle somme. Il tribunale ha accolto la richiesta dello zio, al quale sono stati riconosciuti pieni poteri, e ha notificato il provvedimento al Comune di Osimo che dovrà versare i soldi sul conto pupillare del minore gestito dal tutore.
Un ruolo decisivo è stato svolto da Maria Grazia Mariani, consigliera del gruppo misto al Comune di Osimo, che ha riacceso i riflettori sulla vicenda. «Apprendo con piacere che finalmente si è sbloccata la vicenda della raccolta fondi per il piccolo Samuel», spiega Mariani. «Ho sempre agito nel rispetto del mio ruolo di consigliera comunale, nell’esclusivo interesse del minore, costretta a volte a dover alzare la voce con il solo scopo di tutelare il diritto del bambino a vedersi riconosciuto quanto gli spettava. Già nel 2017 avevo messo a disposizione dell’allora giudice tutelare la nota dell’amministrazione con la quale si diceva che la somma sarebbe stata versata al solo tutore definitivo. Questo equivoco, ribadito fino a pochi giorni fa dal sindaco, ha fatto sì che la somma sia rimasta giacente nelle casse comunali per quasi due anni, non per una inattività della magistratura o per questioni burocratiche, ma per espressa volontà dell’amministrazione. Come ho sempre sostenuto», conclude Mariani, «e come del resto poi i fatti hanno dimostrato, bastava una richiesta inviata al giudice tutelare per poter chiarire la vicenda e sbloccare i fondi».
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