Il grido d’aiuto degli avvocati: poco personale, lavoro a rilento

La presidente dell’Ordine forense Sichetti: «Una situazione che è emblema di inciviltà istituzionale» Un solo dipendente amministrativo in procura: appello per la riapertura della pianta organica
VASTO. Centinaia di fascicoli bloccati in procura e un solo dipendente amministrativo che collabora con il procuratore capo Giampiero Di Florio e i due sostituti, Vincenzo Chirico e Silvia Di Nunzio. Una situazione che sta creando non pochi problemi alla macchina giudiziaria. Tanta l’amarezza e la preoccupazione sia dei magistrati sia degli avvocati. «La grave carenza di personale amministrativo negli uffici della procura della Repubblica di Vasto», afferma la presidente del consiglio dell’Ordine forense di Vasto Maria Sichetti, «mette a repentaglio lo svolgimento di attività fondamentali per garantire il funzionamento regolare e puntuale della procura. La situazione», stigmatizza il legale, «è a dir poco scandalosa, emblema di una inciviltà istituzionale che non ha eguali. Un tribunale aperto deve funzionare in ogni sua articolazione, e i grovigli burocratici non possono e non devono rallentare, se non addirittura impedire, la piena ed effettiva tutela di diritti e interessi dei cittadini».
Spesso anche l’impegno dei magistrati è vanificato, e la presidente Sichetti si appella alla politica: «Si riaprano le piante organiche, si torni a porgere attenzione, quella vera, alla giustizia. L’avvocatura non si tira indietro e non si arrende: lotterà, come sempre ha fatto, affinché il bisogno di una giustizia efficace ed efficiente sia soddisfatto in egual misura su tutto il territorio nazionale. Un intervento che rafforza l’organico deve essere tempestivo, non c’è più tempo e il territorio non può più attendere. Per uno stato di diritto, nell’anno in cui ricorrono i 75 anni della propria Costituzione, è ingiustificabile e intollerabile la mortificazione dell’attività a tutela del principio di legalità con una plateale ripartizione della collettività in cittadini di serie A e cittadini di serie B».
Senza personale sia i magistrati sia gli avvocati fanno fatica a lavorare. Affinché il tribunale di Vasto possa dirsi davvero salvo è necessario metterlo in condizioni di operare. Già qualche mese fa il procuratore capo della Repubblica Giampiero Di Florio aveva lanciato un monito: «Abbiamo un grande problema di scopertura di organico», aveva denunciato Di Florio, «non so se la proroga sia di aiuto, ma è necessario provvedere alla riapertura della pianta organica per l’assunzione di personale amministrativo, altrimenti l’attività giudiziaria sarà di fatto interrotta dalla mancanza di addetti». Tante le promesse, ma l’appello del magistrato fino ad oggi non è stato ascoltato. Il presidente e vice presidente delle Camere penali, gli avvocati Giovanni Cerella e Fiorenzo Cieri, più volte hanno ribadito il concetto: «In queste condizioni non si può più lavorare».
L’ allarme era stato lanciato più volte, prima del suo trasferimento a Roma anche dall’ex presidente del tribunale, Bruno Giangiacomo: «Per permettere che la macchina della giustizia funzioni servono tre componenti fondamentali: magistrati, avvocati e personale amministrativo». Non è escluso che gli avvocati vastesi scrivano una nuova lettera al ministero o tornino ad appellarsi ai parlamentari del territorio.
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