Il grossista della droga incastra chi gli ha venduto l’arma

CHIETI. Fa nome e cognome dell’amico che gli ha venduto la pistola, poi rivela un altro nome: quello di un fantomatico albanese che gli avrebbe lasciato la droga, affinché la custodisse. E in cambio...
CHIETI. Fa nome e cognome dell’amico che gli ha venduto la pistola, poi rivela un altro nome: quello di un fantomatico albanese che gli avrebbe lasciato la droga, affinché la custodisse. E in cambio gli avrebbe permesso di consumare un parte di sostante stupefacenti leggere. Ma il giudice non ha creduto alla versione del grossista della droga di Francavilla al mare. Massimo Di Nardo, 46 anni, piccolo imprenditore originario di Pescara ma residente in via Ponte Zelis, nella parte alta di Francavilla, rimane in carcere. Il gip Antonella Redaelli ieri mattina ha convalidato l’arresto del 46enne, difeso dall’avvocato Giancarlo De Marco e che, a sorpresa, ha deciso di non avvalersi della facoltà di non rispondere. Ha parlato eccome De Nardis rivelando nome e cognome di chi gli ha venduto la pistola di marca Glock, particolarissima perché realizzata in polimeri, tanto da sembrare di plastica, ma capace di sparare proiettili veri calibro 9. De Nardis si è giustificato affermando che quel suo amico aveva bisogno di soldi. Insomma l’acquisto dell’arma, a suo dire, sarebbe stato un atto umanitario. Peccato per lui perché, non avendo alcuna licenza di porto d’armi, ha messo nei guai se stesso e l’amico. Passiamo alla droga, del valore di 100mila euro, che i carabinieri gli hanno trovato in parte addosso e in parte in casa, durante il blitz che si è concluso con l’arresto.
Dell’albanese che gli ha detto di custodire la roba (cocaina e marijuna), garantendogli come contropartita piccole quantità di hascisc, ha però solo rivelato il nome affermando di non conoscerne o non ricordare il cognome. Ecco perché il giudice lo ha ritenuto non credibile.

