Il Guerriero di Capestrano resta senza protezione

20 Agosto 2018

L’allarme non funziona: l’opera simbolo d’Abruzzo può essere toccata da tutti Personale di custodia ridotto all’osso proprio nella settimana più affollata

CHIETI. È il simbolo della forza d’Abruzzo. E forse anche per questo viene lasciato senza protezione. Magari nella convinzione che un “guerriero” possa difendersi da solo. Parliamo del Guerriero di Capestrano, da cinque anni senza più sistema d’allarme. E ovviamente non è così. Chiunque può toccarlo e deturparlo, come dimostra la foto scattata qualche giorno fa al museo archeologico nazionale di Villa Frigerj, in questo periodo pieno di visitatori. Da circa cinque anni il suo sistema d’allarme è rotto. Prima le fotocellule della gabbia invisibile che gli è stata sistemata intorno avrebbero suonato se qualcuno avesse provato a toccare la scultura del sesto secolo avanti Cristo. Adesso si può allungare la mano fino a toccare la statua e non scatta alcun allarme.
In fila per vederlo sono stati in tanti. Soprattutto nella settimana di Ferragosto. Si è partiti lunedì 13 agosto con 67 persone, per continuare con i 101 ingressi di martedì 14, i 269 di mercoledì 15 e i 270 di giovedì 16. Numeri di tutto rispetto e superiori a quelli del museo archeologico nazionale della Civitella che comunque il 15 agosto ha fatto registrare 175 presenze. E di fronte a tanta gente che varca le soglie di Villa Frigerj non solo il Guerriero non ha più il suo sistema d’allarme, ma scarseggiano anche i custodi. Ferie e malattie hanno messo a dura prova il poco personale rimasto. Sulla carta sono cinque i custodi che servono per mantenere aperta la struttura. Ma proprio nella settimana in cui il museo è più affollato di visitatori, ne sono rimasti in pochissimi. La struttura è stata aperta con uno o due custodi. È proprio il personale di custodia che ha il compito di sorvegliare che nessuno si avvicini alle opere esposte, ma il museo è strutturato su due piani e i custodi devono anche occuparsi del centralino e fare i biglietti e dunque non possono avere un occhio su tutto. In queste condizioni, un eventuale teppista che si avvicina al Guerriero senza più barriera elettronica o a qualsiasi altra opera d’arte, può tranquillamente farla franca. Purtroppo è già successo. Nel 2015 sono state sfregiate due steli risalenti al quinto secolo avanti Cristo che si trovano proprio accanto al Guerriero di Capestrano.
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