«Il Jova beach è un danno per l’ambiente»

Quattro associazioni illustrano le osservazioni alla Vinca: concerto insostenibile a Vasto Marina
VASTO. Un corposo dossier di osservazioni per dimostrare la “insostenibilità” del Jova beach party, il doppio concerto in programma il 19 e 20 agosto sulla spiaggia di Vasto. Lipu, Stazione ornitologica abruzzese (Soa), Arci Vasto e Gruppo Fratino Vasto hanno messo nero su bianco le criticità di uno spettacolo che richiamerà 26mila spettatori a serata.
«Il Jova beach party è un'iniziativa insostenibile perché le spiagge non sono cumuli di sabbia inerte ma luoghi dove vivono piante e animali, spesso rarissimi. Se poi per fare un concerto si tomba e rende "calpestabile" un corso d'acqua naturale come Fosso Marino, si infrange non solo qualsiasi principio basilare di ecologia ma anche quelli relativi alla prevenzione dei rischi per la pubblica incolumità». Questo, in estrema sintesi, il pensiero delle quattro associazioni che hanno spiegato ieri a Pescara, nel corso di una conferenza stampa, le ragioni della loro contrarietà.
«Fosso Marino non andava tombato per essere trasformato in una pista di ballo», hanno sostenuto Augusto De Sanctis (Soa), Stefano Taglioli (Gruppo Fratino) e Stefano Allavena (Lipu), «ma andava disinquinato intercettando gli scarichi abusivi e perseguendo chi viola le leggi, migliorato con opere di rinaturalizzazione previa piantumazione di altre piante delle dune e reso fruibile con percorsi, staccionate, bacheche e cartelli. Vogliamo sottolineare con forza che tanti scienziati e ricercatori stanno duramente contestando la scelta di rendere le spiagge delle discoteche. Nello studio d’incidenza (Vinca) depositato dagli organizzatori per la tappa di Vasto, ci sono palesi incongruenze», aggiungono, «Che dire poi della scelta di posizionare il palco, i potenti amplificatori e le luci verso la vicina riserva naturale Marina di Vasto e delle relative dune distante solo 750 metri? Invece di assediare e occupare le spiagge, perché non continuare ad usare i luoghi deputati a questi eventi, come stadi e piazze? Oppure andare nei luoghi del disastro industriale e ambientale come l’Ilva, Marghera, Gela, Porto Torres, Brindisi e Falconara?», concludono De Sanctis, Taglioli e Allavena.
Intanto il sindaco Francesco Menna, per tutta risposta, ha inviato una lettera al ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani. «Leggo di spiagge stravolte, dune spianate e quanto altro possa ledere l’ambiente o stravolgere l’ecosistema costiero», scrive il primo cittadino, «nulla di più erroneo e fuorviante per un concerto che si svolgerà in un’area che non è sottoposta a vincoli ambientali e che si svolgerà nel pieno rispetto dell’ambiente marittimo e costiero, tanto importante quanto fondamentale da tutelare. Il Jova beach party sarà una grande festa per le famiglie, i giovani e meno giovani e si svolgerà senza danno alcuno all’ambiente».
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