Il Lido Riccio verso l’estate «Una stagione complicata»

Ortona. Lo storico balneatore Di Bartolomeo gestisce l’attività da più di 60 anni Le previsioni non sono ottimistiche: «Lavoreremo al 30% delle potenzialità»
ORTONA. Stessa spiaggia, stesso mare? Così è andata per sessanta e più indimenticabili stagioni al Lido Riccio, perla di quel tratto di spiaggia ortonese che corre sulla Costa dei Trabocchi dal Foro ai Ripari. Sabbia fine e mare blu, gestione del lido esemplare, clientela selezionata, cosmopolita, spesso e volentieri vip. Che prenotano il capanno l'anno prima per l'anno dopo. E che sanno di poter contare sulla parola data dal comandante in capo del “Riccio”, Antonio Di Bartolomeo. Ma quest'estate, con il distanziamento di ombrelloni e sdraio di almeno dieci metri per arginare il rischio contagio da Covid e il tutto esaurito (con i numeri di sempre ) già annunciato, come se la caveranno Antonio e colleghi balneatori? «Si lavorerà in perdita, al 20-30% delle potenzialità» scuote la testa sconsolato il buon Antonio. Ortonese doc, occhi azzurro cielo, fine buongustaio, Di Bartolomeo è gestore dello storico Lido dall'età di 15 anni, 60 anni fa e più. Ci è cresciuto con i fratelli, un'attività di famiglia impiantata dov'era un campo di cocomeri dal padre, Raffaele, a fine anni '40 sul terreno di proprietà della moglie, Concetta Di Campli.
Una soluzione inizialmente ruspante, un terrazzo coperto fronte mare con locale adibito a bar e di fianco un deposito, pochi ombrelloni e alcune cabine in muratura. Nei molti anni di gestione ruggente - intervallata con quella di Bruno Sanvitale, il tempo necessario ad Antonio di qualificarsi nella professione di commercialista e risanare, in veste di assessore al bilancio, i conti del Comune di Ortona -, il Lido Riccio ha vissuto i suoi anni d'oro. E fin da subito ha dato un nome un'identità a quella striscia di terra che dal promontorio scende giù al mare con il torrente Riccio. Un'impronta inconfondibile, signorile, evoluta per quel lido, “Il Riccio”, sempre un passo avanti, ben presto divenuto il ritrovo “in” tra Ortona e Pescara, da raggiungere necessariamente in macchina (lusso non per tutti fino agli anni '60) a differenza della più popolare spiaggia dei Saraceni, vicina al porto di Ortona.
Imprenditori di successo, artisti e nomi dello spettacolo allora come oggi trascorrono le vacanze estive “da Antonio”. Polso fermo e savoir faire la sua formula è rimasta immutata, potenziata dall'arte dell'accoglienza della sua dolce metà, la vulcanica Piera Di Nicolantonio, collezionista d'arte e di rapporti umani. Nelle ultime stagioni l'annuncio della coppia di volersi finalmente ritirare a vita privata è puntualmente naufragato. Mai come quest'anno l'incitamento a restare e rimandare le consegne. Sarà tutto imprevedibilmente complicato dall'incubo coronavirus: accessi a numero chiuso, sanificazioni ripetute e servizi limitati da combinare con il dovuto rispetto della libertà e della spensieratezza degli ospiti «Mai stagione si annuncia tanto desiderata quanto difficile», ammette Antonio. «Sono pronto a lasciare adesso e subito», dice, «pur di non dare un dispiacere a un mio cliente negandogli il posto al sole. Spesso si tratta di intere famiglie che ogni anno scendono, o salgono, in Abruzzo per le vacanze al Riccio. Non ci resta che confidare nel senso di responsabilità di tutti. Solo insieme potremo farcela».
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