Il locale resta aperto, scattano le multe

17 Gennaio 2021

Gestore aderisce alla protesta nazionale e serve al bancone: blitz della polizia, sanzioni anche ai clienti

LANCIANO. «Continuerò a stare aperto a pranzo e cena, qualsiasi colore sia. Voglio solo fare il mio lavoro». Massimiliano Serrapica è il titolare di Ruvido, locale di piazza Dellarciprete sanzionato dalla polizia per essere rimasto aperto venerdì sera oltre le 18, quando a bar e ristoranti è consentito solo l’asporto. Al momento, come ci tiene a precisare lo stesso ristoratore, ha ricevuto solo un verbale di accertamento per aver violato le disposizioni anti-Covid previste dal governo. A questo seguirà, dalla prefettura, la sanzione vera e propria che parte dalla somma base di 400 euro e può arrivare fino a 1000 euro. Lo stesso vale per i clienti – quattro, secondo la polizia – che sono stati identificati dagli agenti poiché trovati nel locale a consumare bevande al banco. I controlli sono stati disposti dal questore di Chieti, Annino Gargano, in seguito all’iniziativa nazionale #ioapro1501, promossa sui social e rivolta ai gestori di locali di ristorazione che sono stati invitati ad aderire rimanendo aperti e servendo ai tavoli anche dopo le 18.
«Premetto che non voglio fare polemica e che ho collaborato con la polizia, che fa solo il suo dovere», dice Serrapica, unico ristoratore a Lanciano ad aderire alla protesta, «i clienti erano di più e quando sono entrati i poliziotti sono usciti fuori. Il controllo è terminato prima delle 20, poi abbiamo servito la cena». Nel locale, come si vede da un video, c’era una decina di clienti, anche una famiglia con bambini. «Sono arrivato al limite», si sfoga il ristoratore, «chiuso da 9 mesi senza aver preso un centesimo. Non ce la faccio più: devo pagare l’affitto di casa, mangiare, pagare le bollette di casa e quelle del ristorante che sta chiuso, devo finire a pagare i fornitori e chi mi ha ristrutturato il locale che ho aperto nel 2019. Ringrazio queste persone che non mi fanno ingiunzioni di pagamento. La prima volta ci è stato detto che saremmo rimasti chiusi 15 giorni. È passato un anno e siamo ancora chiusi. Siamo ancora nella stessa condizione ma il governo sa solo dare la colpa alle persone, invece di aumentare i posti letto e investire sulla sanità. Io non dico che il Covid non c’è, ma se io sono l’untore allora devono chiudere anche le metropolitane e i supermercati. Se arriva la multa non pago, mi devono mettere in carcere», dice provocatoriamente Serrapica, «altrimenti esco e apro il mio locale. Lavorare è un mio diritto imprescindibile».