Il magistrato Gatti parla di legalità

Oggi in prefettura l’incontro di Libera con il prefetto Forgione e il questore Gargano
CHIETI. L’agire responsabile e la cultura della cittadinanza attiva come strumento di contrasto alle mafie e alla corruzione. Si parlerà di questo oggi in prefettura con il magistrato della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo Giuseppe Gatti, il prefetto Armando Forgione, il questore Annino Gargano e i rappresentanti delle forze dell’ordine. L’incontro fa parte del percorso di formazione per docenti dal titolo “Segni Narranti-La Memoria al plurale dalla narrazione all’impegno” a cura di Libera.
Promossa e organizzata dal Presidio Libera Chieti Attilio Romanò in collaborazione con la prefettura di Chieti, l’iniziativa intende approfondire il discorso avviato nel primo incontro di formazione richiamando i contenuti dei recenti protocolli d’intesa tra il Dipartimento di pubblica sicurezza, la Direzione nazionale antimafia e Libera Associazione «per favorire la diffusione della cultura della legalità e della responsabilità e del contrasto alle associazioni di tipo mafioso».
Così Libera presenta l’appuntamento: «La sopravvivenza e il rigenerarsi delle mafie poggiano ancora oggi su quelle coordinate che ci hanno permesso di riconoscerle e studiarle: soggetti organizzati per accumulare ricchezza e potere attraverso lo strumento “agito e agitato” della violenza. Una violenza fisica, ancora oggi devastante in molti territori e regioni del nostro Paese; una violenza di “forma” che passa attraverso l’esercizio di una educazione e cultura abusante, che rende schiavi, che opprime le vite delle persone; una violenza “differita” che in seguito ai fenomeni corruttivi sempre più diffusi, rivela le sue nefaste conseguenze a distanza di tempo».
Libera prosegue richiamando tutti alla legalità: «L’impegno per contrastare e disarmare le culture mafiose, ricco delle sue pratiche di educazione civile, diventa un orizzonte formativo strategico per la scuola, attraverso l’affermazione dei valori che stanno alla base del modello di comunità disegnato dalla Costituzione. Nel quadro delle iniziative in rete verso la 27ª Giornata della Memoria e dell’impegno, l’incontro sul tema vuole dunque riportare al centro del discorso pubblico sull’esercizio di memoria viva l’importanza di quella antimafia del “noi” che costituisce l’orizzonte dell’intero percorso educativo e formativo».

