Il manager e la nuova Tac «Aiutateci a comprarla»

11 Giugno 2020

Schael (Asl) cerca 350mila euro da investire sulla diagnostica del Renzetti «Ad Atessa un successo la mobilitazione per creare il presidio coronavirus»

LANCIANO. Chiama a raccolta istituzioni, cittadini e imprenditori del territorio, il direttore generale Asl Thomas Schael per poter acquistare una nuova Tac all’ospedale Renzetti. In tempi di ristrettezze economiche, con la Asl che deve tagliare 15 milioni di euro di debiti, investire 350.000 euro per una nuova Tac (Tomografia assiale computerizzata) per il Renzetti e soprattutto per i suoi 150mila utenti sembra un miraggio: così, memore di quanto accaduto ad Atessa, con gli imprenditori del territorio, Confindustria, Ance, Camera di Commercio dell’area Chieti-Pescara che si sono mobilitati donando 500mila euro per la realizzazione dell’ospedale Covid, Schael riprova a chiedere aiuto ai cittadini; fermo restando l’impegno dell’azienda per trovare i soldi. E che la Tac sia necessaria lo si sa da anni; quella attuale è infatti del 2007, ha solo “16 strati”, quindi è carente dal punto di vista della risoluzione delle immagini e di dotazione di una serie di applicativi oggi indispensabili, ed è spesso fuori uso con buona pace dei tanti utenti del pronto soccorso e degli esterni costretti spesso a spostarsi all'ospedale di Vasto.
«La necessità di un investimento sulla diagnostica al Renzetti era già nota», spiega Schael, che ieri ha fatto un sopralluogo in Radiologia, nella sala che osptia la Tac dal 2010. «Nel periodo precedente il Covid-19, eravamo impegnati nella ricerca di una soluzione per conciliare tale esigenza con la mancanza di risorse. Ma gli esiti della pandemia», spiega Schael, «rendono ancora più evidente quanto sia indispensabile per un ospedale no Covid, destinato a rimanere tale, disporre di una Tac evoluta e dotata di applicazioni per lo studio di altri distretti corporei oltre quelli tradizionali. L’apparecchio da 160 strati installato ad Atessa (costato 250.000 euro, ndc) resta destinato ai pazienti Covid; a Lanciano, invece, serve una tecnologia evoluta come quella di Vasto, per recuperare sulle patologie oncologiche ed estendere lo studio al sistema cardiovascolare, anche pensando ai danni causati dal coronavirus alle cellule del tessuto cardiaco e al rischio di trombosi. Il mio impegno nel reperimento delle risorse, circa 350 mila euro, sarà totale», assicura il manager, «e spero che lo stesso possano fare i rappresentanti delle istituzioni e società civile che hanno a cuore il Renzetti. D’altra parte abbiamo già sperimentato con successo ad Atessa la sinergia con il mondo delle imprese e se anche a Lanciano e nel territorio frentano ci fossero sensibilità analoghe, la nuova Tac diventerebbe un bene partecipato, intorno al quale rinvigorire quel senso di appartenenza prezioso per ogni comunità».
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