Il maresciallo eroe che salvò gli ebrei: così li fece fuggire

27 Gennaio 2021

Gli alunni del di Savoia riscoprono il carabiniere Neviani La gioia del genero: non sapevamo che avesse fatto tanto

CHIETI. La vicenda del maresciallo dei carabinieri Camillo Neviani, che salvò molti ebrei del ghetto di Guardiagrele, sarà al centro del progetto dell’istituto superiore Luigi di Savoia per celebrare il Giorno della memoria dedicato alle vittime dell’Olocausto. La scuola diretta da Annamaria Giusti ha aderito al progetto finanziato dal Miur in rete con il liceo Toschi di Parma e l’istituto superiore Aldini Valeriani di Bologna. Circa 80 gli studenti coinvolti in Italia, tra cui quelli di cinque quinte classi della scuola teatina. Partito a novembre e andato avanti con la realizzazione di podcast e di un video, il progetto giunge al termine oggi con la proiezione del filmato degli studenti. Referenti del progetto sono i docenti Antonella Aceto, Annamaria Campana e Maurizio Roccioletti. Lo speaker è Riccardo Cotumaccio. «Noi della famiglia non sapevamo nulla di quello che fece mio suocero, negli anni del comando della caserma dei carabinieri di Guardiagrele», dice Gianfranco Rabottini, genero di Neviani. «Abbiamo scoperto che aveva salvato tanti ebrei grazie alle pubblicazioni di Leo Longanesi, del rabbino Elio Toaff, del giornalista teatino Mario Zuccarini e di monsignor Loris Capovilla che lo avevano conosciuto. A mio suocero era stato affidato dai tedeschi la gestione del ghetto di Guardiagrele, ma lui, come generalmente i carabinieri dell’epoca, era contrario alle leggi razziali. Cercò di nascondere, far scappare e salvaguardare quanti più ebrei possibile. Chiuse quanti più occhi possibile. A dire il vero tutta Guardiagrele cercò di aiutare la gente del ghetto. Lui ad esempio faceva dormire le sue tre figlie nella prigione per ospitare a casa sua tre ragazze ebree spacciandole per figlie. Fece arrivare anche il rabbino Toaff per il matrimonio di due ebrei del ghetto. E pare che i servizi segreti israeliani conoscessero bene il suo nome».
Cerimonia alle 10.30 con l’Anpi anche all’istituto Galiani diretto da Candida Stigliani, unica scuola in Italia ad avere una Pietra d’Inciampo. Posizionata dall’artista berlinese Gunter Demning nel 2016, la pietra è dedicata all’ebreo socialista Aldo Oberdorfer, che insegnò al Galiani fin quando nel 1938 non scattarono le leggi razziali. Il professore morì nel campo di concentramento di Lanciano.