«Il maresciallo Mililli grande esempio per tutti»

26 Aprile 2016

Morto a 83 anni il punto di riferimento dell’Arma dei carabinieri di Ortona Chiesa gremita per l’addio, il comandante Ricchiuti: per noi era come un padre

ORTONA. Nella chiesa parrocchiale di San Giuseppe, ieri pomeriggio Ortona ha dato l'addio al cavalier Giovanni Mililli, una vera e propria istituzione per la città. Maresciallo maggiore aiutante dei carabinieri e comandante del Nucleo comando della Compagnia di Ortona, l'83enne è deceduto dopo una lunga malattia.

La comunità ortonese si è stretta attorno alla famiglia dell'ex militare, con la moglie Piera ed i figli Annamaria, Daniela, Sandro e Maurizio, afflitti dal dolore per una perdita incolmabile. Mililli aveva origini siciliane, era di Riesi, un Comune in provincia di Caltanissetta. Nel 1950 si era arruolato nell'Arma e da quel momento aveva iniziato una lunga carriera che, ad Ortona, aveva trovato il suo apice. Aveva prestato servizio nella cittadina adriatica per ben ventitrè anni, dal 1970 al 1993, curando in particolar modo gli aspetti burocratici-amministrativi della Compagnia. Ortona lo aveva stregato per il suo senso di accoglienza e per la correttezza della cittadinanza, tanto che dal 1970 non era andato più via di lì. Nella sua vita ricca di sacrifici ha avuto un profondo senso delle istituzioni, è stato un onesto e integerrimo servitore dello Stato e della Legge, caratteristiche che gli sono valsi numerosi riconoscimenti, dal titolo di cavaliere per meriti legati alla sua professionalità fino alla medaglia mauriziana, conferita per la lunga carriera militare. A conferma dell'alto valore lavorativo e soprattutto morale che a Mililli veniva riconosciuto, c'era il suo pensiero sull'Arma dei carabinieri, che lui stesso definiva una seconda famiglia.

«Era una persona tenace, amante del proprio lavoro e della propria famiglia», è il ricordo del maresciallo Andrea Ricchiuti, comandante della Stazione di Ortona. «Ha tenuto per mano, guidandoli, molti ufficiali giovani che si sono succeduti qui», aggiunge ancora Ricchiuti, «ci ha lasciati un'autentica istituzione, un vero signore. Ho lavorato per anni al suo fianco, quando arrivai ad Ortona mi adottò quasi come un figlio».

Sotto il profilo familiare, invece, il compianto Mililli aveva come primo desiderio quello che i suoi quattro figli studiassero per affermarsi nel mondo lavorativo. Ed è stato accontentato. Ha avuto, infatti, prima la soddisfazione di vederli laurearsi e poi crearsi una solida posizione professionale. Attualmente due di loro sono avvocati, uno dottore in Scienze bancarie e un'altra insegnante in un liceo. Quegli stessi figli ieri lo hanno salutato per l'ultima volta, circondati dall'affetto dell'intera comunità ortonese, che, facendo pervenire messaggi di cordoglio alla famiglia, ha ricordato il maresciallo maggiore Aiutante come un esempio per tutti.