Il Masci mette in scena Galileo

Lo scienziato controcorrente raccontato dagli studenti della Di Filippo e dalla regista Antenucci
CHIETI. "Dialoghi con Galileo Galilei. Libertà della scienza": è lo spettacolo teatrale dei ragazzi del liceo scientifico Masci, che ha preso vita martedì scorso nel Museo universitario, tappa di un lavoro intenso di preparazione attraverso la passione e la dedizione dei docenti dell’istituto. In prima linea la professoressa Carla Di Filippo, laureata anche al Dams e Giuliana Antenucci, regista, attrice e insegnante di recitazione anche al teatro Marrucino, che hanno organizzato, tenuto e gestito un corso pomeridiano di teatro nella scuola, rivolto agli alunni del biennio. Tenendo fermi obiettivi precisi, già presentati dal Miur, attraverso cui il teatro entra in modo stabile nell’offerta formativa delle scuole sia al di fuori dell’orario scolastico sia all’interno dei percorsi curricolari. Rieducare alla bellezza, contribuire a risolvere, contenere o prevenire conflitti personali e di gruppo e sviluppare personalità libere, critiche e responsabili: questi gli intenti di fondo del corso teatrale, all'insegna della trans-disciplinarietà, spaziando dalla storia del teatro e dello spettacolo alla filosofia, arrivando fino alla storia dell’arte. Tecniche teatrali per arrivare infine ad un nuovo testo organico su Galileo da portare in scena, ma prima lo studio delle opere sul pensatore, tra cui Vita di Galileo di Brecht e Itis Galileo di Paolini, con la messa in scena di nove parti, presentando caratteristiche contraddittorie dell'uomo di scienza. A cui «piace godere dei piaceri della vita, ma che è anche scienziato antielitario», dicono gli organizzatori «che utilizza la lingua del popolo per diffondere le sue nuove teorie scientifiche, che crede nell’uomo e nella sua capacità di ragionare». E alla fine dello spettacolo si insinua un dubbio nello spettatore, che torna a interrogarsi sulla colpevolezza di Galileo per aver abiurato, mettendo in luce la tematica, sempre attuale, della responsabilità dello scienziato di fronte alla società. Sulla scena, però, protagonisti restano i ragazzi dello scientifico: sono Daniela Cama, Giulia Maria Capone, Giulia Cocco, Maria Rita Curto, Roberta D'Amelio, Sara D'Angelo, Elisa Di Berardino, Federica Di Girolamo, Rita Di Renzo, Alessandro Di Sante, Andrea Rebba, Rebecca Serano, Francesco Susi, Giorgia Tullio e Luca Zappacosta. Ed è così che si sono tornati a mostrare i problemi di uno scienziato del 1600, attualizzandoli e rappresentando criticità che si rivelano essere ancora quelle di uomo del nostro secolo, che decide di non uniformarsi al sapere costituito e che mette in crisi l’intero sistema dei valori su cui si fonda la sua epoca. Nel metodo scientifico teorizzato da Galileo, infatti, «a violazione della norma non viene penalizzata e, se opportunamente e precisamente verificata, cambia la regola vigente» concludono dal Masci.(e.r.)

