«Il mio sogno realizzato: dal divano al Bagaglino»

5 Maggio 2019

L’attore chietino Federico Perrotta si racconta: da bambino facevo ridere tutti Poi l’avventura a Roma con Pingitore: che spettacolo stare sul palco con Lionello

CHIETI. Una carriera d’attore iniziata sull’autobus. «Precisamente l’8 barrato che mi portava da località San Martino, dove abitavo, all’Itis Savoia nel quale, più che in aula, mi mettevo in evidenza al bar mandando giù una quantità industriale di panini. Ne combinavo di tutti i colori, mentre i passeggeri del bus, ancora un po’ assonnati, invidiavano la mia vitalità». Quella di Federico Perrotta che, a quarant’anni suonati, non ha ancora “messo giudizio”.
SOGNANDO IL BAGAGLINO. Simpatia dirompente, i primi ad esserne contagiati proprio gli abitanti di San Martino. «La sala parrocchiale e l’indimenticabile don Domenico Saraceni che organizzava spettacoli durante i quali mi esibivo da ragazzino. Il pensiero era sempre quello. Volevo fare l’attore». Gli amici, la sera, possono aspettare. «Incollato al televisore, mi affascinava “Al Paradise”, poi “Biberon”, dal mitico Bagaglino di Roma, e pensavo che, prima o poi, Oreste Lionello mi avrebbe individuato sul divano di casa per chiamarmi in scena. Come a scuola, nelle feste private, nei matrimoni e nelle sagre alle quali mi accompagnava mio padre dal momento che non avevo la patente. Una volta, si affacciò nel locale per vedere a che punto era lo spettacolo ed io lo trasformai in un “ospite a sorpresa”. Mi venne così. Andò alla grande». Palcoscenico a parte, un altro grande amore. «Quello per il basket. Ero abbastanza alto e ricordo ancora la passione che trasmetteva il mio allenatore Mimmo Trivelli. Intanto, nelle tivvù locali, seguivo “Generazione di Fenomeni” di Walter Bucciarelli e Danilo Daita trovando poi spazio in un programma dal titolo “Vipere e Papere”».
L’ABRUZZO IN AMERICA. A 23 anni il trasferimento a Roma per studiare recitazione. «Ho frequentato l’Accademia Corrado Pani ed il Duse Studio, seguendo stage e corsi fino alla collaborazione con Claudio e Pino Insegno con i quali ho debuttato al Teatro Sistina. Un sogno. Finalmente lavoravo davvero con Oreste Lionello. E poi Gino Landi, Biagio Izzo, Pier Francesco Pingitore, Sergio Rubini, Luca Barbareschi ed Enrico Brignano». Ci siamo. Siamo dentro lo stimolante mondo dello spettacolo romano ma l’orgoglio abruzzese ed il senso di appartenenza restano quelli di sempre e si concretizzano in “Io sono... Abruzzo !”. «Portammo lo spettacolo a New York. Forse l’emozione più grande della mia carriera. I nostri connazionali ridevano per le battute ma avevano gli occhi lucidi perché pensavano ai loro nonni, perennemente inseguiti dalla nostalgia per una terra di cui si sente la mancanza per sempre». Tanti spettacoli, teatri come il Parioli, il Brancaccio, il Marconi, il Bagaglino e il Puff di Lando Fiorini, comunque forte il legame con Chieti dove Federico è tornato di recente. Prima al Marrucino con “Uomini sull’orlo di una crisi di nervi” e poi, questa estate, nell’area delle Terme Romane, con la commedia di Pingitore “Nerone vs Petronio”.
PROGETTO NOEMI. Intanto, il matrimonio con Valentina Olla, attrice, ballerina, cantante, presentatrice ed ora anche mamma della piccola Vittoria, già alle prese con un microfono e severa critica di papà Federico. «Con Valentina ci siamo conosciuti sulla scena di “Operazione Quercia” ambientata nell’Ostello di Campo Imperatore dove, l’anno dopo, ci siamo sposati nella chiesetta della Madonna della Neve. Neve per davvero, nonostante fossimo ai primi di settembre. Trecentocinquanta invitati, venti in chiesa e tutti gli altri fuori al freddo. Pensavamo che in parecchi non sarebbero venuti. Sono venuti tutti». Perché a Federico è impossibile non voler bene. Anche per il suo impegno nel sociale che lo vede tra i protagonisti, assieme all’attore abruzzese Lino Guanciale, del Progetto Noemi, legato al nome della piccola Noemi Sciarretta di Guardiagrele, affetta da una malattia rara, e finalizzato alla creazione di un percorso sanitario per la stessa nonché di una filiera assistenziale per bambini alle prese con gravi patologie pediatriche. «Lino è un grande attore e una bella persona. Lo scorso anno, benché impegnato per lavoro a Trieste, non volle assolutamente mancare, a Pescara, ad una festa di solidarietà dedicata a Noemi. Ecco, quando incontri persone come Andrea e Tahereh, i genitori della piccola, capisci cose davvero importanti. La loro energia in situazioni così drammatiche deve assolutamente far riflettere».
LE SFUMATURE DI PINO. E in tanti conoscono il coinvolgimento di Federico in diverse altre iniziative di beneficenza, ricambiato da grande calore e simpatia ogni volta che torna in Abruzzo. Di nuovo sul palco. Il nome di qualche giovane attore locale che potrebbe spiccare il volo ? «Ce ne sono diversi. Mi piace parecchio Giacomo Ferrara e credo meriti attenzione anche il gruppo I 4 Santi». A proposito di ritorni, sabato 11 maggio appuntamento al Teatro Marrucino dove Federico sarà protagonista di “58 sfumature di Pino” con Pino Insegno. «Recitare davanti a persone che ti hanno visto crescere fa sempre un certo effetto e credo che, in fondo, non sono cambiato parecchio». La conferma, accompagnata da una bella risata, arriva sull’ultimo ricordo. «Incontrai, tempo fa, Annalucia Orlando, mia maestra alle elementari, che chiese cosa facessi nella vita. Le risposi di essere un attore comico. Lei replicò: “Ah, dunque continui?”. Beh, penso che la mia storia, in fondo, sia tutta qui».
©RIPRODUZIONE RISERVATA