Il no della Bosco congela le primarie

Centrosinistra, D’Alfonso non dà il via libera a Marino e Febo. Centrodestra: Di Primio incassa i sì di Rifondazione e Idv
CHIETI. Big Luciano entra nella politica teatina da una porta laterale del teatro. E nel giro di una manciata di giorni riesce a congelare le primarie del centrosinistra. Il dietro le quinte comincia proprio nel foyer del Marrucino, e finisce con un “fermi tutti” rivolto a Luigi Febo e all’ex cuculliano Marco Marino, rimasti in due ieri sera a contendersi la poltrona di candidato-sindaco contro Di Primio o Febbo. D’Alfonso è a Zagabria, quindi non c’è all’incontro con i vertici delle due anime del Pd teatino. Come due scolari assennati, Febo e Marino si presentano puntuali con i compiti fatti a casa, cioè le cento firme per candidarsi. Gli altri due fanno si ritirano in zona Cesarini: Alessandro Giardinelli ed Enrico Iacobitti tornano sugli spalti. Ma i giochi non sono fatti. Il termine per scendere in campo e prendere parte alle primarie viene prolungato a giovedì. Che in linguaggio politico (a dir la verità troppo distante dalla gente comune, come insegna l’astensionismo in Emilia Romagna) vuol dire che tra le due anime vince per ora quella di D’Alfonso che compare in città venerdì scorso. L’occasione per incontrare Giovanni Legnini, ed i legniniani, gliela dà la presentazione del libro di Antonio Del Giudice, ex direttore del Centro e autore di “Buonasera, signor Nisticò”. Metafora eccezionale di un banchiere potentissimo e cinico che perde potere e faccia per un’inchiesta. E’ una proiezione che accompagna ciascuno di noi e che, nel foyer del teatro, spinge il governatore a sfogarsi. Anche D’Alfonso è stato un Nisticò che però è risorto, con tanto d’assoluzione e venerdì, intervenendo dopo Legnini, Di Primio e altri, ha lanciato un j’accuse contro quei «contrattualizzati dallo Stato che assumono una funzione etica». Il riferimento al pm che lo fece arrestare è chiaro. Ma torniamo alle primarie e alle quattro chiacchiere scambiate, la stessa sera, tra D’Alfonso e Legnini. Un semplice saluto tra governatore e vice del Csm. Chi può dire il contrario? Sta di fatto che, nei tre giorni successivi, spunta un nuovo nome, pescato dalla società civile d’alto livello. E’ quello di Antonella Bosco, ex consigliere regionale e avvocato con preparazione e sensibilità rare. Lei conferma al Centro di essere stata contattata, ma con altrettanta franchezza dice di aver declinato l’invito.
Così, se il dietro le quinte è vero al cento per cento, il progetto-D’Alfonso ha un imprevisto. E la parola d’ordine diventa: congelare le candidature e trovare un terzo nome nuovo e bello per le primarie del centrosinistra. Mentre sull’altro fronte Di Primio rialza testa e quotazioni su Febbo. Il sindaco uscente neutralizza la fronda Udc e, udite udite, incassa al consiglio di ieri il sì di Rifondazione e Idv. Non avrà mica mangiato spinaci? (l.c.)

