«Il nostro miele diventa delizia all’Expo di Milano»

14 Marzo 2015

CHIETI. Arte e miele è il binomio di un progetto che vedrà la luce nell'ambito delle iniziative che la Regione Abruzzo ha programmato in occasione dell'Expo che si terrà a Milano nei prossimi mesi,...

CHIETI. Arte e miele è il binomio di un progetto che vedrà la luce nell'ambito delle iniziative che la Regione Abruzzo ha programmato in occasione dell'Expo che si terrà a Milano nei prossimi mesi, avente come oggetto socialmente prioritario il cibo, inteso come piacere dei sensi ma anche dignità della persona, diritto alla vita dei Paesi in via di sviluppo. Miele e Tornareccio dal 1860 hanno lo stesso significato. Tornareccio infatti è il primo paese produttore in Abruzzo.

Oltre venti professionisti, aziende famigliari, osservatori attenti di una società modello, quella delle apie della natura, di paesaggi incontaminati della regione verde d'Italia, che nei loro laboratori secondo procedure consolidate nel tempo, con strumenti antichi e macchine moderne, spesso di loro invenzione, estraggono il "cibo degli dei"chiamato anche Ambrosia: il miele di Tornareccio, ogni anno proposto magistralmente nelle giornate della Mostra di Settembre a migliaia di visitatori. Mosaico è l'altra parola legata ormai al nome di Tornareccio. Da dieci anni esiste nel paese un museo all'aria aperta. L'arte che va incontro alla gente, mosaici realizzati secondo la tecnica millenaria di Ravenna, fissati sui muri delle case dai balconi fioriti, piccolissime pietre che riflettono i raggi del sole, rifrangendoli nelle pupille meravigliate dei visitatori. A luglio, si svolge una esposizione mensile di bozzetti pittorici realizzati da artisti che vivono nella mente e nella storia presente oltre che passata di Alfredo Paglione, di professione gallerista, mecenate, ma soprattutto tornarecciano doc, guarda caso vissuto nella "Europa" dell'Arte (Milano) in un circolo di artisti.

I bozzetti più votati dai tornarecciani diventano mosaici, anno dopo anno, da dieci anni... e sono quasi cento, oggi. Naturalmente la storia del mosaico non procederebbe senza la volontà, la professionalità, diciamolo forte, gratuita di giovani professionisti e studenti locali. Anche questo è amore per il proprio Paese.

Michele Giacci