«Il nostro ospedale non esiste più»

23 Febbraio 2020

Guardiagrele. Iacovella (La Voce) polemizza sulle scelte per il presidio guardiese

GUARDIAGRELE . Non si arresta la polemica sull’ospedale di Guardiagrele. Il locale coordinatore del comitato civico “La Voce”, Nello Iacovella, scende in campo per tornare a parlare del presidio, dopo l'incontro di mercoledì scorso che l'assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì e il direttore generale della Asl Thomas Schael hanno avuto nel nosocomio con il sindaco Simone Dal Pozzo, i consiglieri comunali del gruppo “Progetto per Guardiagrele” e i rappresentanti dell'associazione “Salute è Diritto”.
«La prima domanda che oggi dobbiamo porci», sottolinea Iacovella, «è se sia ancora corretto parlare di ospedale, visto che il presidio di Guardiagrele come Pta (presidio territoriale di assistenza), non si può più definire tale. Per quanto riguarda poi il recente incontro», continua, «ci ha meravigliato il fatto che nel documento presentato dal sindaco Dal Pozzo all'assessore regionale Verì, contenente 30 proposte per migliorare i servizi del nosocomio, il primo cittadino abbia completamente ignorato la passata richiesta di creazione di ospedale di area disagiata che ha sostenuto con forza circa un anno, insieme all'ex presidente della giunta regionale Giovanni Lolli».
Iacovella ricorda poi che il direttore generale Schael, in merito alla trasformazione del Pta in stabilimento ospedaliero di Chieti con la riattivazione di posti per acuti, ha più volte chiaramente sottolineato che la riconversione in Pta è stata fatta e non si torna indietro. «In riferimento a queste affermazioni su cui si è tanto discusso», osserva Iacovella, «è giusto tornare a precisare quali sono le incombenze regionali e quali quelle del direttore generale, ricordando che a livello regionale si fa la programmazione, decidendo dove e come operare e a livello di Asl, si gestisce invece ciò che viene programmato dalla Regione. Questa», sottolinea Iascovella, «mi sembra una premessa importantissima per fare chiarezza e riposizionare ognuno al proprio compito. (g.i.)
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