«Il nostro è un patto coi cittadini»

D’Amico e Paolucci rimarcano l’accordo basato sui programmi
LANCIANO. L’ultimo “abbraccio” con gli elettori e la folla di piazza Plebiscito, prima del voto di domani, è insieme per il candidato del centrodestra Errico D’Amico e l’alleata al ballottaggio Tonia Paolucci. «Il 60% dei cittadini è con noi», dicono i due leader al termine di una campagna elettorale sfiancante. Prima del voto i due hanno voluto chiarire la posizione su quello che è stato definito dagli avversari «un matrimonio di interesse». «Questo progetto politico è nato dalla condivisione di alcuni punti programmatici», chiarisce subito la Paolucci, «il patto è stato fatto con i cittadini, non con le singole liste. Si tratta quindi di un progetto unitario di tutta la coalizione». E un passaggio lo dedica all’attenzione riservata negli ultimi giorni a CasaPound. «Come movimento civico siamo altamente democratici», rimarca la Paolucci, «e crediamo che ghettizzare giovani che in questi tre anni hanno aiutato le famiglie e la stessa amministrazione comunale, sia la cosa più anti democratica che si possa fare. Non accettiamo lezioni di morale: veniamo da un’educazione con i valori della Resistenza, ma dedichiamo lo stesso sguardo ai Martiri e alle Foibe perché rappresentiamo tutti i cittadini». La Paolucci rigetta la voce che il responsabile cittadino di CasaPound, Nico Barone, possa diventare assessore alle Politiche sociali. «Smentisco categoricamente», dice, «non perché si tratta di Barone, ma perché abbiamo sempre detto che per ricoprire un ruolo bisogna avere competenza ed esperienza». E si parla ancora dell’apparentamento. «Il confronto tra me e il candidato D’Amico», precisa la Paolucci, «è stato faccia a faccia, senza intermediari. Anche aspro, ma entrambi siamo stati seduti all’opposizione dell’amministrazione Pupillo ed entrambi siamo di centrodestra. Non ho tradito nessuno, ma stilato un documento programmatico. Con me ha deciso il mio gruppo quando, prima della scelta finale, ho convocato i miei 96 candidati. La vera grande incoerenza sarebbe stata andare con il Pd». «Sono passato tutto d’un tratto da moderato a “uomo nero”», ironizza D’Amico, «ma mi riconosco nei valori della cultura democratico-cristiana e antifascista. Il mio impegno per la Resistenza nasce da molto prima che mi candidassi, da cittadino libero. Voglio essere il sindaco di tutti e dialogare con tutte le espressioni della città. Da lunedì, da sindaco, sarò disposto a parlare anche con i miei avversari sui progetti per la città».
Daria De Laurentiis
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