Il padre del giovane centauro: «Lì non c’era alcun cantiere»

26 Novembre 2015

GUARDIAGRELE. Il centauro di 23 anni di Orsogna è ancora in prognosi riservata ma non corre pericolo di vita. Intanto il padre racconta un’altra versione dei fatti rispetto a quella ricostruita...

GUARDIAGRELE. Il centauro di 23 anni di Orsogna è ancora in prognosi riservata ma non corre pericolo di vita. Intanto il padre racconta un’altra versione dei fatti rispetto a quella ricostruita attraverso alcune testimonianze dagli investigatori che sono intervenuti sul posto non proprio nell’imminenza dei fatti. Secondo il padre di S.M. il figlio non era impegnato in alcun allenamento ma sulla sua Enduro, e non motocross, stava facendo una passeggiata con altri tre amici motociclisti in località San Vincenzo e sulla strada. Il giovane non stava calcando alcuna pista da cross. «Mio figlio era con gli amici, e su strada, quando è incappato in cavo di acciaio legato a un traliccio», racconta, «che era tirato all’altro capo della strada da una jeep». Il padre di S.M. dice che non c’era alcun cantiere e nessun cartello che segnalasse attività in corso.

«Per fortuna», aggiunge l’uomo, «che i ragazzi che seguivano mio figlio nella passeggiata hanno fatto diverse foto che testimoniano quello che sto raccontando».

L’incidente è avvenuto il sabato 21 novembre nel tardo pomeriggio. Secondo gli operai della società che sta realizzando un traliccio il ragazzo sarebbe caduto su un cantiere. Ma avrebbe proseguito la marcia nonostante gli stessi operai gli avessero segnalato la presenza dei lavori in corso.

«Non c’erano lavori e tantomeno alcun cantiere che fosse segnalato», ribadisce il papà che già si è rivolto all’avvocato perché venga ristabilità la verità

Il giovane, secondo quanto racconta il genitore, nella caduta si è ferito all’altezza del fegato proprio con quel cavo. «Ha avesse battuto all’altezza del collo», continua il padre, «avrebbe potuto anche essere decapitato».

Trasportato dall’ambulanza del 118 al policlinico S.M. è stato operato e i medici si sono riservati la prognosi anche se il giovane non ha mai corso alcun pericolo di vita.