Il padre in lacrime: è stato una promessa del calcio

Il genitore: «L’altra sera gli avevo chiesto di restare con me per vedere la partita» Il suo ex allenatore Pacchiarotti: «Ha smesso presto, ma poteva arrivare lontano»
RIPA TEATINA. Papà Luciano gli aveva chiesto di restare la sera da lui per vedere insieme la partita dell’Inter, la loro squadra del cuore. Ma Marco Taraborrelli, 42 anni, ha scelto di passare la serata con gli amici in pizzeria. Poi il ritorno a casa, in via Madonna del Rosario 21, a Ripa Teatina, dove ha trovato la morte a pochi metri dal cancello di casa.
«Ieri lo avevo pregato di venire con me a vedere la partita», racconta al Centro il papà, «avevamo pranzato insieme. Poi ha detto che doveva riportare i due figli a Pianella dalla moglie e che poi sarebbe tornato nella sua casa in campagna. Ieri sera, alle undici e mezza, lo hanno visto mangiare una pizza con gli amici all’Albatros a Francavilla».
Una serata spensierata finita in tragedia: una vita di sogni, di sacrifici e di passioni spezzata da una fatalità nel cuore della notte. Taraborrelli è stato un volto noto nel mondo del calcio abruzzese e non solo. Aveva iniziato a giocare a sette anni con le giovanili della Renato Curi.
«Era fortissimo», si commuove al telefono papà Luciano, «non doveva fermasi nello sport, era una promessa del calcio». Nel curriculum di Taraborrelli ci sono poi i tre anni nella Primavera del Pescara, le esperienze con il Notaresco, la Pergolese (serie D marchigiana), il Miglianico (tre anni) e il Ripa Teatina (anche qui tre anni). Il tutto inframezzato dalla breve ma importante parentesi nella serie A greca con la maglia dell’Olimpiakos Pireo. E nella squadra ellenica ha avuto una chioccia di tutto rispetto, quel Dimitrios Eleftheropoulos che ha calcato i campi della Champions League e della serie A italiana.
Tra gli allenatori abruzzesi che lo ricordano c’è anche Gianluca Pacchiarotti, ex portiere del Pescara in serie A: «Lo conoscevo da quando era piccolo», racconta Pacchiarotti, «sono stato il suo allenatore a Miglianico e a Casalincontrada in Eccellenza. Ci conoscevamo anche fuori dal campo: gli facevo un po’ da fratello maggiore. Come spesso succede, ci si abbracciava e si discuteva, qualche volta lo richiamavo come si fa con un amico. Smettere di giocare troppo presto è stato un errore: aveva belle speranze e buone doti. Avrebbe potuto continuare a giocare». L’esperienza in campo da portiere era terminata poco dopo i 30 anni. Ma la passione del calcio era rimasta e Taraborrelli l’aveva trasmessa anche ai suoi due bimbi, Leonardo e Christian. «Li adorava», ricorda Mauro Petrucci, medico e zio del 42enne, «stravedeva per loro». Oltre al calcio, Taraborrelli aveva coltivato anche la passione per la cucina. Aveva preso in gestione il ristorante Storico, a Villamagna. Questa estate, invece, aveva lavoratori nei migliori ristoranti di Rimini e Riccione. Da poco aveva iniziato a lavorare come geometra in una ditta. A ricordare l’ex portiere è anche l’ex sindaco di Ripa Teatina Ignazio Rucci. «Era sempre ben voluto», dice, «un gigante buono». Oggi, alle 15.30, sono in programma i funerali dell’ex portiere nella chiesa di San Luigi Gonzaga, a Pescara.
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