Il paese piange il cacciatore ucciso

6 Novembre 2014

Torrebruna, ai funerali di Costanzo anche gli amici delle associazioni venatorie di Celenza e Schiavi

TORREBRUNA. Il triste rintocco delle campane ha annunciato ieri pomeriggio l'inizio della funzione funebre di Nicola Costanzo, 58 anni, celebrata nella parrocchia di Santa Vittoria. Troppo piccola la chiesa per contenere il fiume di persone che ha partecipato al rito. Lo stesso sindaco Cristina Lella non è riuscita ad entrare. Nicola Costanzo era una persona amabile e amata da tutti per il carattere gioviale.

Un uomo, che come ha ricordato il parroco don Francesco Corazzano ha lasciato un vuoto immenso nel suo paese e non solo.

Dopo aver vegliato tutta la notte il feretro rientrato a Guardiabruna martedì sera, qualche minuto prima delle 19, l'intero paese ieri pomeriggio si è stretto attorno alla famiglia di Nicola. Distrutta dal dolore la moglie Elvira. Increduli i figli Jessica e Denis. Il dolore della famiglia Costanzo è stato estremamente composto. Così avrebbe voluto Nicola. Il rito funebre ha richiamato in paese centinaia di rappresentanti di associazioni venatorie. Molti i cacciatori arrivati da Castelguidone, Schiavi D'Abruzzo, Celenza sul Trigno.

Anche il presidente provinciale di Enal caccia, Roberto Lalli ha reso omaggio alla salma. Profondamente addolorati e sotto shock gli amici che domenica erano usciti d casa insieme a Nicola per partecipare alla battuta di caccia. Doveva essere una giornata spensierata, si è trasformata nel peggiore degli incubi.

«Non potremo mai dimenticare il corpo di Nicola disteso per terra e il suo cane che gli piangeva accanto. É stata una scena straziante», hanno raccontato alcune persone arrivate sul luogo della disgrazia domenica.

La funzione religiosa ieri pomeriggio è durata meno di un'ora ma alle 16 il piazzale antistante la chiesa era ancora gremito. Una moltitudine di amici e conoscenti provenienti da tutto il Vastese si è stretta attorno alla famiglia. Il feretro di Nicola Costanzo è stato quindi trasferito nel cimitero del piccolo paese. Elvira Costanzo e i figli dovranno farsi forza ed affrontare adesso la fase giudiziaria della vicenda. Ad assisterli è l'avvocato Guido Colella. Nicola Costanzo a detta del legale quella tragica mattina non si allontanò incautamente dal luogo della battuta di caccia. Il comportamento del cacciatore fu ineccepibile. Un destino beffardo ha voluto che per errore o distrazione o qualcos'altro (saranno le indagini ad appurarlo) Nicola Costanzo venisse raggiunto e ucciso da un colpo di fucile.

Non sarà facile per i familiari rassegnarsi.(p.c.)

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