Il paese si sveglia sotto choc«Serve maggior sicurezza»

6 Febbraio 2018

Tutti conoscevano la vittima: «Persona tranquilla e riservata anche se solitaria»  Il sindaco: vicenda brutta, spero che gli inquirenti chiudano presto il caso

MONTEODORISIO. La notizia della morte di Antonio Lizzi ha cominciato a circolare in paese ieri mattina verso le 8. Unanime lo sgomento. Il pensionato, per anni operaio della Siv, era considerato un burbero buono. Provato dalla vita amava la solitudine e non socializzava molto. «Era una persona estremamente tranquilla. Ogni tanto lo vedevamo in paese». L’ultima volta lo abbiamo notato mercoledì mentre faceva la spesa nel supermercato Coal», raccontano al bar Madonna, vicino al santuario della Madonna delle Grazie.
La gente è spaventata e preoccupata. Sono tutti convinti che Lizzi sia stato ucciso da un ladro. In paese ieri mattina non si parlava d’altro. Al nostro passaggio, però, il vociare si placa. La gente non vuole parlare, ha paura. Il sindaco Saverio Di Giacomo, ha appreso la notizia arrivando in municipio. «Sono estremamente dispiaciuto, come tutti a Monteodorisio. Non so molto di questa vicenda. Convalescente per una influenza, ho saputo della morte di Lizzi solo in tarda mattinata quando sono arrivato in Comune. È una vicenda molto brutta. Monteodorisio non è avvezza a questi fatti di cronaca così cruenti. Spero che i carabinieri e la magistratura facciano chiarezza al più presto», è l’auspicio del primo cittadino.
Una storia così brutta che ha spaventato soprattutto gli anziani. Riuniti in capannelli chiedono notizie. «Sono stati i ladri?», chiedono anche alla stampa. La psicosi dei furti in paese è grande. Per l’opposizione consiliare la morte di Lizzi è la conferma che anche Monteodorisio non è più il paese tranquillo di un tempo. «Ormai anche qui accade di tutto», dice Nicola Generoso, esponente dell’Associazione antimafia. «Sulla sicurezza perduta l’opposizione consiliare mesi fa ha redatto un documento. Purtroppo non è servito a niente. Una cosa è certa: anche qui furti e rapine affliggono la popolazione. Il problema è innegabile. Oggi addirittura», prose Generoso, «si parla di un omicidio a scopo di rapina. Sarà la Procura a stabilire se è così e perché. Resta la morte violenta di un sessantanovenne. Un fatto doloroso che offre l’occasione per ricordare che in questo paese, come in molte altre piccole realtà, non c'è più alcun controllo perché non ci sono più forze dell’ordine per fare prevenzione. Siamo tutti sconvolti. Montedorisio non può più tenere le porte di casa aperte», dichiara Nicola Generoso.
La notizia della tragica morte del pensionato è arrivata anche al santuario della Madonna delle Grazie. Il parroco, don Nicola Antonini, è molto dispiaciuto. «Al di la delle cause della morte, la tragica fine di Antonio Lizzi è una vicenda umana dolorosa. Mi vengono in mente le parole di papa Francesco quando dice che le periferie non vanno abbandonate. Pregherò per Antonio e per i suoi cari», dice don Nicola.
La tragedia di contrada Marracola ha raggiunto anche San Salvo dove Antonio ha lavorato per anni nello stabilimento di Piana Sant’Angelo della Siv, ora Pilkington. Sconvolta anche Cupello dove abita il figlio del sessantanovenne che lavora in Val di Sangro, alla Sevel. Nessun operaio, tuttavia se la sente di commentare l’accaduto. Tutti preferiscono attendere l’esito delle indagini.
«È una storia troppo delicata ed è tutto da accertare. Comunque è molto triste che un uomo sia stato ucciso, ancora di più se è morto per difendersi da una rapina», si limitano a dire davanti alla fabbrica di Piana Sant'Angelo. (p.c.)
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